Esperienze ed emozioni di un clown in corsia
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martedì, giugno 09, 2009

L'uomo dalle mille parole.

Quante definizioni ho beccato negli ultimi giorni?
Ho schifato qualcuno, ho rallegrato qualcun altro.
Mi hanno detto che non sono un mediano.
Altri mi hanno detto grazie per l'umiltà dimostrata.
Altri ancora non ne possono più.
Qualcuno mi ha detto persino che cucino bene.
Qualcun altro avrebbe voluto strangolarmi.

Verrebbe da dire, "mettetevi d'accordo".

E invece no. Va bene così.

Mi sono ritrovato in un letto domenica sera, con diversi tagli alle dita.
Tagli che avrei potuto evitare, se fossi stato più attento.
Ma così non è.
Attento non lo sono mai, in certi frangenti.
Qua di sicuro occorre ancora crescere, e non poco.
Da dimostrare invece, non c'è nulla che non si sappia già.
So di aver deluso, in queste ultime settimane.
So che non è facile a volte avermi addosso. O per qualcuno, avermi distante. So anche che certi tagli si rimarginano, sebbene anche stamane siano lì a ricordarmi che ogni tanto succede di provar bruciore e fastidio.

In queste situazioni parrebbe ovvio dire "non esistono giustificazioni, avete ragione, ho sbagliato". A questo però non vorrei aggiungere sensi di colpa gratuiti o grandi discorsi del tipo "comprendimi, dammi la possibilità di spiegare".

Sto cercando di crescere ancora.
Imparare è un termine che non s'ha da usare in questo contesto.
Crescere lo sento più mio, più addosso.

Ieri ho incontrato una persona che ho tenuto addosso per un po' e lei ha fatto lo stesso con me. E di volta in volta ho questa sensazione, questa consapevolezza che aumenta quando me la ritrovo davanti: "Madonna, quanto siamo stati male in certi momenti! Però, guardaci adesso: siam più belli, siam più grandi". O almeno, mi arriva questa cosa qua, addosso.
Possiamo considerarci cavie di qualche esperimento?
Credo che semplicemente si sia vissuto. Si siano fatti i conti con il non essere sempre maturi, l'aver ancora da crescere, il fatto di non aver ancora finito di conoscere se stessi e poi gli altri. Osho insegna, direbbe un'altra persona che tengo addosso da un po'.
Sto crescendo.
E siccome nella mia vita, grazie a Dio, esiste anche l'altro, il diverso da me, l'altrui, il mio crescere a volte finisce per sbattere contro questi altri, che stanno crescendo anch'essi magari. E allora ecco la stronza delusione, lo scazzo incomprensione, il bastardo prendere le distanze, la rabbia figlia di puttana.

A volte capita di guardarle con supponenza queste cose qua.
Altre volte, cosa volete che vi dica, vincono loro.

Io non so a che punto sono.
Ve la dico tutta. In questo momento sto bene.
Sebbene ogni tanto le dita si assumano la responsabilità di ricevere i giusti tagli, io comunque mi riservo di stare anche bene.
Posso dare fastidio. Posso aver esagerato. Posso sembrare inopportuno, certo. Tutto quello che volete. Ognuno decide alla fine quanti tagli infliggere, e in realtà anche quanti tagli farsi infliggere.
Però non posso andare bene a tutti.
Non è che posso sempre prestare la massima attenzione.
Non posso essere perfetto.
Mi arrogo il diritto di fare anche schifo.
Perché non ho ancora finito di crescere. Oh, a volte sono proprio un coglione, mi comporto da coglione, faccio cose da coglione.
La prossima volta vengo da voi, così mi date un po' voi il decalogo di come si vive, di come si fa, di come si deve fare, e non si può fare.
Non ho mica finito con me. Ho ancora tante cose da aggiustare. E se non le aggiusterò, vorrà dire che "la foto della scuola non mi rassomiglia più, ma i miei difetti sono tutti intatti".
Poi ognuno faccia pure di me il ritratto che vuole.
Io per fortuna a casa c'ho uno specchio, e a fare i conti con la mia faccia da coglione, il primo, ogni giorno, sono io.

Sarò anche l'uomo dalle mille parole. Però qualche certezza, quelle poche che ho, lasciatemela.

Cirillo


Ligabue - Sulla mia strada
c'è chi mi vuole come vuole
un po' più santo
più criminale
e un po' più nuovo
un po' più uguale
mi vuole come vuole
c'è chi mi vuole per cliente
chi non mi vuole
mai per niente
e c'è chi vuole le mie scuse
che ciò che sono l'ha offeso
di un po': te come ti vogliono?
di un po' tu come ti vuoi? tu come ti vuoi?
sono vivo abbastanza
sono vivo abbastanza
per di qua
comunque vada
sempre sulla mia strada
c'è chi mi vuole più me stesso
e più profondo, più maledetto
e bravo padre e bravo a letto
c'è chi mi vuole perfetto
di un po': te come ti vogliono?
di un po' tu come ti vuoi? tu come ti vuoi?
sono vivo abbastanza
sono vivo abbastanza
per di qua
comunque vada
sempre sulla mia strada
di un po': te come ti vogliono?
di un po' tu come ti vuoi? tu come ti vuoi?
sono vivo abbastanza
sono vivo abbastanza
per di qua
comunque vada
sempre sulla mia strada
di un po': te come ti vogliono?
di un po' tu come ti vuoi? tu come ti vuoi?
sono vivo abbastanza
sono vivo abbastanza
per di qua
comunque vada
sempre sulla mia strada

postato da cirillo alle 11:49 | link | commenti (1)