Esperienze ed emozioni di un clown in corsia
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domenica, marzo 29, 2009

Scrivo, che c'è qualcuno che legge di là, vero?

Questa sera mi è capitato di parlare di disordine.
Come se non fosse stata, in realtà, una giornata piuttosto disordinata...
Ho assistito ad uno spettacolo a Vicenza che di fatto non ho visto.
Ho fatto le bolle di sapone per un bimbo di nome Alessandro, che ad un certo punto mi ha chiesto "dove vai?".
Ho scritto a Baristo su un cartello "riservato".
Ho regalato una poesia che iniziava con "Al più bell'angolo del teatro".
Ho ritrovato sguardi importanti, e anche il signor Pluto, che invece di farmi la ramanzina perché non mi faccio mai sentire, mi ha abbracciato che c'era persino la pancia tutta intorno.

E poi c'è stato quel momento che arriva, ogni tanto.
Sai, una di quelle situazioni in cui sei immerso nella confusione, lungo un tavolo, tra piatti e dessert che non arrivano, e sulla tovaglia, oltre alle briciole, ci ritrovi fiducia e ascolto. E chi ti ritrovi intorno può anche parlare del più o del meno, o dei massimi sistemi, o di missioni importanti, ma è come se stringessero il campo, facessero un primo piano sulla situazione in cui invece ti ritrovi tu, e il resto diventasse un contorno sfumato. E si potrebbe star lì anche fino ai titoli di coda.
Che non arrivano mai.

E ci stava quel dire e disfare sul disordine.
Su certi scaffali che sai che li hai, sai anche come riempirli, ma a volte preferisci attendere, che hai paura che certe cose prendano polvere, o, molto più semplicemente, "oggi è meglio che metto a posto il bagno o lavo i piatti".

Di traslochi ne ho fatti pochi in questa vita.
Di solito faccio come il protagonista di Alta Fedeltà: quando non ce n'è, metto in ordine i miei dischi. E quel mettere in ordine è ritrovare certi album, copertine, tracklist di canzoni o compilation consumate, che da un po' di tempo giacevano sotto i dischi, quelli nuovi. E tu sai che ce li hai, ma sei passato ad ascoltare altro per un po'.

Pile di dischi che stanno in piedi da sole.
E che pian piano si alzano in base alle tue passioni, alle tue voglie, al modo che hai di trascorrere certe giornate.
Pian piano in piedi ci sto anch'io.
Sapendo che qualche disco lo riascolterò tra un po', senza che quest'ultimo se la prenda.

Oggi ha piovuto tanto.
Ma qualcuno mi ha detto che è con la pioggia, che poi spunta il verde.
Buonanotte signori.

Dottor Cirillo
postato da cirillo alle 23:58 | link | commenti (1)
lunedì, marzo 23, 2009

Questa mattina in seconda ho acceso la radio.
E' che si è fatto il discorso sul fatto che "tutti noi abbiamo qualcosa d'importante da dire agli altri, un messaggio, un pensiero, cose nostre, che qualcuno in passato l'ha fatto, e l'hanno pure ammazzato, ma il messaggio è rimasto, e noi funzionamo uguale, perché abbiamo tutti qualcosa d'importante da dire agli altri, anche un ti amo o ti lavo io i piatti, mamma", e una bimba di sette anni sul quaderno mi ha scritto "il mio messaggio è che vi voglio tanto tanto tanto bene", e io ho fatto ascoltare lorenzo cherubini, che lui oggi aveva una cosa importante da dirci.

Capo Horn

Alzarsi la mattina salutare il sole
come un vecchio amico che
non rivedevi più chissà da quanto tempo ormai
hey come stai
che cosa hai fatto mentre io non c'ero
ma dimmi se sei vero
o gran termosifone illuminante
che illumini il cantante
e chi lo sente
che scaldi questo ambiente
che sei così potente
che se un giorno non ci sei si ghiaccia pure l'equatore
i battiti del cuore il rosso di un bel fiore
le cure del dottore il suono di un rumore
che fa la Cina sì la Cina
è così grande che a farla tutta a piedi
ti ci vuol più di vent'anni
mia madre se contasse bene i panni
che ha lavato probabilmente vestirebbe il mondo
se guardo la pietà di Michelangelo
mi accorgo che ci sta una dimensione più profonda dello stare nel pianeta
e il tempo che si spreca non ritorna
la pizza che si inforna
non può ritornare cruda
a meno che tu escluda
la linearità del tempo
e veda l'universo come un tondo
dove la cima corrisponde al fondo
è odore di oceano atlantico quello che mi porto addosso
e quando piove mi fa male un osso
e sono suscettibile agli sbalzi di tensione
ottanta centoventi la pressione
delle arterie i cani hanno
la febbre tutto l'anno
ma loro non lo sanno
e stanno bene in Tibet il duemila c'è già stato
mia madre...
uno da solo si può fare molto può fare la pipì può addormentarsi
può fischiare può svegliarsi
può prendere a sassate dei lampioni
può rompersi i coglioni
a non finire
può anche farsi a pezzi ed impazzire
ma uno con qualcuno che lo ama e che lo stima e che lo guarda con passione
può anche fare la rivoluzione
mia madre...
lo sai che il mare canta quando è sera una canzone che fa squash
e splah e sbarabash
e cambia ogni volta melodia
e il ritmo è quello della vita mia
quando mi fermo ad ascoltarlo e danzo
e danzo e poi non penso
e sono di acqua e sale pure io
allora guardo Dio
sopra di me
contando fino a tre
faccio un respiro e giro su me stesso come
un sufi che danza simulando l'universo
il moto dei pianeti e delle stelle
son fuori e dentro dalla mia pelle
mia madre...
mio nonno guidava il camion nell'africa italiana
coi soldi guadagnati comprò un negozio di giocattoli a Cortona.

Cirillo
postato da cirillo alle 16:08 | link | commenti
martedì, marzo 10, 2009

Mettere in ordine.

Ci sto scrivendo su, ultimamente, sul mettere in ordine.
Scatoloni, nastro adesivo, carta da giornale.
Non è che pensi ad un trasloco, assolutamente.
Al mettere in ordine, semplicemente.

Io di solito inscatolo tutta la mia roba, così non devo spolverare, mi ha detto un'amica domenica scorsa. Forse è vero, io ho un po' troppa roba e pochi scaffali, ma la polvere non è che mi spaventi, e certe domeniche mattina o certe sere sul tardi, la spugna la passo ben, che rilassa.

Anche oggi mi hanno sottolineato l'importanza di fare ordine. Non nel mio caso, che di ordine comunque ce n'è abbastanza, quanto in un contento più ampio: quello associativo.

Non è sempre facile, da quel che ho capito in questa vita, far parte di un gruppo. Mescolanze, rapporti, amicizie, antipatie. In un gruppo ognuno ci sta a suo modo, e se ha ben in mente l'obiettivo da raggiungere, ci sta in maniera piena e consapevole.

Quando di mezzo ci sono delle discussioni, per quanto siano costruttive, si finisce per perdere di vista l'obiettivo.
Mi rivolgo a chi si scotta con le discussioni, che pur essendo la pazienza quasi infinita, a volte si sbotta e ci si deve difendere.
Mi rivolgo a chi si fa spaventare dalle discussioni, che comunque rimangono un mezzo di scambio, seppur primitivo, e che non c'è nulla da aver paura di chi esprime le proprie idee, anche in maniera brutale.
E alla fine mi rivolgo a chi utilizza la discussione, o comunque il grezzo diverbio verbale, per ricavarci del godimento interiore, per vedere se anche questa volta si vince, per vedere chi è il più forte.

TENETE D'OCCHIO SEMPRE L'OBIETTIVO.

Per favore, non dimentichiamoci che il gruppo persegue un certo agire, per arrivare ad un certo risultato. In questo torto o ragione non servono più di tanto, se in cammino proseguiamo nella stessa direzione.
Certo ci possono essere diversi punti di vista o modi di agire.
Però, l'obiettivo è quello: ci posso arrivare faticando e sudando, oppure volandoci sopra. Ci posso arrivare mettendomi in gioco oppure rallentando un po'.

Mi meraviglio a volte di sentire che certe discussioni vengono affrontate gratuitamente, come se si cercasse soltanto il pretesto per metterle in atto. Questo non solo fa male al fegato, ma rende anche l'obiettivo più distante e complicato da raggiungere.

A me pare che ci sia da mettere in ordine l'importanza di certi ruoli, le competenze e soprattutto la mappa delle strade che conducono all'obiettivo.

E allora queste scatole apriamole, che l'ordine viene meglio, invece lasciarle vuote qua e là ad aspettare che si riempiano.

Dottor Cirillo
postato da cirillo alle 17:26 | link | commenti (2)
sabato, marzo 07, 2009

Nuova tacca al calcio del fucile Bandabardò.
Concerto ieri sera al New Age, che non sudavo da un po', insieme a così tante persone. Complice il buon Baloo, che sebbene l'abbia messo nei pasticci, ha sempre con me una gran pazienza, ovviamente ricambiata.

Mama nonmama (Bandabardò)

Vedo stelle soltanto se l'oroscopo è gentile ma mi sembra sera buona per comprare fiori da cortile.
Gioco a mama nonmama, non sono di compagnia, chiedo alla nuova luna la luce per guardare il buio con fantasia
Dove corre la gente nella bocca del destino
regalando la sua mente al potere più vicino...
Non so dove sto andando ma so che ci sto andando
cammino contromano cieco e sordo al richiamo della voce del padrone, della pubblica opinione
Non so dove sto andando ma so che ci sto andando
ma so che ci sto andando
La mia pelle soltanto nelle braccia di un amore mai sbiadita in una divisa o in un campo a fare il girasole.
Fermati viso bianco la storia ricorderà la mano che semina il grano, non quella dell' avidità
Non so dove sto andando ma so che ci sto andando
cammino contromano cieco e sordo al richiamo delle facili occasioni, delle pene, dei perdoni
Non so dove sto andando ma so che ci sto andando
non so dove sto andando ma so che ci sto andando
ma so che ci sto andando.

Cirillo

PS: nomi consigliati a una clown l'altro dì: dottoressa bretella e dottoressa sgabuzzina...e poi adesso m'è venuto in mente dottor papiglion, scritto così...


postato da cirillo alle 16:16 | link | commenti (3)