Esperienze ed emozioni di un clown in corsia
Se volete scrivere ai clown belluno@dottorclownitalia.org

giovedì, ottobre 30, 2008

Il fagotto India non riuscerebbe ad entrare neanche nel testo di una canzone. Io credo semplicemente che faccia parte della nostra umanità, ormai. Che rappresenti uno scendere a compromessi con il nostro stare, e che lo "stare" si trasformi in "divenire". A volte vorrei che lo stesso effetto ottenuto in India e con l'India sulla mia persona e su chi ho avuto accanto fosse stato raggiunto anche in altri momenti della mia vita, magari più complicati e personali, ma che sono riusciti a piegare certe mie consapevolezze e ragioni, lasciando superflua ogni forma di ottimismo. E invece va bene così. Si parlerà di India anche domani, in quel di Montecchio. Incontro di persone che da mesi non ritrovo nella mia giornata, nella mia quotidianità, ma con le quali ho tessuto e intessuto rapporti e legami. Io partirò dalla base, anche questa volta. Mi sento concreto e corporeo, e vorrei che questa umanità, condita magari da quel sano entusiasmo che uno si aspetta sempre, riuscissi a trasportarla ancora una voltà là di là dove il mare, come scrisse a suo tempo Tabata, ha il colore del caffellatte. Partirò dalla base, e mi aspetto un gruppo. Il resto lo troverò lì, mani e teste comprese.

Per il resto.
Oggi ho fatto colazione con un caffé macchiato.
Due sedie e un tavolino. E i primi sorrisi, che credo mi spettino ogni tanto al mattino, no?
Poi in strada, in piazza, a sentire, a camminare, ad ascoltare ciò che di buono qualcuno per fortuna ha ancora la possibilità di dire, che sia insegnante, genitore o studente.
Non si cambia il mondo, questo no.
Ma si esprimono delle idee, senza paura di essere "riconosciuti".
Al di là che serva o che non serva.
Chiedo soltanto che almeno ci sia l'ascolto nei confronti di queste persone. Che la politica ci sta allontanando anche dall'ascolto, l'uno dell'altro. E siccome chi comanda dovrebbe comunque essere d'esempio per chi si presta ad essere comandato, vorrei che si partisse dall'ascolto. Almeno questo provate a garantirci.

Io, a quelli che esprimono delle idee, oggi dedico i Bandabardò.
Non so se sia più tempo di rivoluzioni.
So soltanto che un Italia così triste, io, in trent'anni di vita, scusate, ma non me la ricordo. E il problema è che ci vogliono tristi... "e sempre allegri bisogna stare, che il nostro piangere fa male al re"...

Manifesto (Bandabardò - "Se mi rilasso collasso")

Oggi non lavoro, oggi non mi vesto
resto nudo e manifesto
Sono fuori dal coro, nettamente diverso
le mode se ne vanno, io resto! e manifesto!
contro! ogni occasione è persa
i calci di rigore sulla traversa
Resto nudo e manifesto - Faccio un gesto e manifesto - Oggi guardo il cielo..
Penso a meno stress e più farfalle, meno chiacchere alle spalle
Non ho più silenzio, non ho più un pretesto
gli eroi se ne vanno, io resto! e manifesto!
contro! ogni occasione persa
i calci di rigore sulla traversa
contro! paramoie e tempeste
rimanere fuori dalla feste
Resto nudo e manifesto - Faccio un gesto e manifesto - Oggi guardo il cielo
Resto nudo e manifesto - Faccio un gesto e manifesto - Oggi guardo il cielo
Resto nudo e manifesto - Faccio un gesto e manifesto - Oggi guardo il cielo..

Cirillo
postato da cirillo alle 13:26 | link | commenti
lunedì, ottobre 27, 2008

Il fatto che uno indossi il naso rosso, porta forse d assumere una voce in qualche modo "nasale", ma di certo non è impedito nel parlare.
Ai dottor clown devo riconoscere una cosa importante.
Non manca mai l'occasione per parlare.
Che di questi tempi e a questa età non è una poi tanto scontata come cosa.
E' vero: non abbiamo ancora una sede definibile sede. Ma una tavola rettangolare su cui poggiare blocchetti degli appunti e dolcetti vari.
Non abbiamo nemmeno quello che potrebbe risultare essere un calendario fisso, sebbene ci si incontri almeno una volta al mese con tutti i soci e almeno una volta al mese con il cosiddetto "direttivo", per fissare, scegliere, discutere, condividere, segnare e confermare.
Questi appuntamenti attorno al tavolo, e qui mi allineo con la politica del nostro subcomandante Cannuccia, li ritengo fondamentali e soprattutto necessari per portare avanti quel che in fondo è pur sempre un'associazione con tutti i crismi. Al di là dei vari "cazzo, stasera non posso, che c'ho il lavoro" oppure "non ce la faccio proprio a venire domani, troppi impegni". Succede a tutti, succede al tutto.
E fin qui ci si siamo.
Il tavolo è molto largo, a vederlo da qui.
Largo, ampio, tondo, tanto che intorno a lui ci si siede in tanti. Si parla, si propone, ci si sofferma anche sui propri malesseri, si cerca a volte persino una mano. Insomma, ci si rivela. E' successo spesso, soprattutto in alcune situazioni speciali, anche intime, sebbene intorno ci fossero trenta persone, che il naso rosso per un attimo si rovesci, come una boccetta d'inchiostro, e tutto si riversi su quel foglio chiamato fiducia, macchiandola e lasciando che il fiume delle emozioni scorra per un po', fino ad arrivare ai margini.
E' successo a me. E' successo a tanti. E' successo al tutto.
E anche fino a qui mi sembra che ci siamo.
L'aver fiducia di un gruppo è una scelta di maturità.
Scontato. Banale, Cirillo, stai diventando retorico.
Certo. Hai ragione. A volte però le cose più sono banali e scontate, più si fa fatica, forse a recepirle.
Non possiamo dire che siamo tutti amici, fratelli, sorelle...come clown.
Siamo un gruppo. Un bel gruppo di persone, pure queste belle, che condividono situazioni, esperienze, e come si è detto fin dall'inizio, discorsi e parole. Più o meno come gli amici. Ma è ovvio che non si potrà legare proprio con tutti tutti, anche se ci si impegna in tale obbiettivo e si cerca di dare man forte al proprio porsi in relazione con l'altro.
Come sei noiso oggi.
Abbastanza, lo so.
Manca poco però.
La considerazione a cui volevo giungere, quest'oggi, era più o meno questa. Il far parte di un gruppo, come quello in cui mi è capitato di capitare ormai cinque anni or sono, credo ti permetta di mettere al primo posto delle carte da buttare in tavola per aprire il tuto gioco proprio la fiducia. Se non ci si fida del gruppo, delle persone che lo compongono, che lo animano, che lo rendono speciale, ognuna con la sua diversità, il suo modo di agire, il suo modo di alzarsi la mattina, si rischia di non riuscire mai a viverlo come gruppo, ma come un insieme di persone, un agglomerato di entità, che a poco a poco, invece di tenercelo stretto e sentirci parte di un insieme tutto tipo mani intrecciate ma senza appuntamenti al cinema, questo insieme si distanzia, si fa sempre più lontano.

Fiducia.

Ci si può anche incazzare con il gruppo, se si ritiene necessario.
Lo si può anche mandare affanculo.
Si può anche sentirsi incompresi, a volte mal interpretati.
Però.
C'è sempre quella fiducia di fondo che rompe.
Che come un chiodo ci deve pungolare, perché se la perdiamo, rischiamo non soltanto di buttare via una bella cosa, una di quelle che ti capitano magari una volta nella vita, ma anche di lasciare il gruppo di stucco, con un grosso punto di domanda, con una sedia vuota: ne abbiamo parlato abbastanza?

Dalle parole, intorno ad un tavolo, alla fiducia, fiducia in un gruppo di cui si è deciso prendere parte. Credo sia un percorso bello da fare. Che abbiamo conciato già da piccoli, quando ci hanno inserito prima in una famiglia, poi in una classe, poi in un'aula ancora più grande. C'è chi poi ci riesce persino in chiesa, chi sul posto di lavoro. Chi nello spogliatoio di una squadra, chi in un gruppo di volontari. Chi in un cerchio, chi disteso tra decine di tappeti.

A chi ha perso la fiducia, ma perchè, quella volta secondo me, si è dimenticata di avere tante tasche.

Cirillo
postato da cirillo alle 12:31 | link | commenti
mercoledì, ottobre 22, 2008

Mica sono batman!

In questi ultimi mesi, trovandomi a fare il maestro alle scuole elementari, ho dovuto fare i conti con quello che i supereroi chiamano "identità segreta". Molti bimbi si sono ritrovati in classe un maestro, che poi in altre situazioni, hanno visto con addosso un naso rosso. E ora chiedono del Cirillo, in mezzo a banchi e quaderni aperti.

E io che faccio?

Faccio che non sono mica batman!
Mica ce l'ho l'identità segreta!
Cirillo ci sta sempre, a volte stretto, a volte largo.
E questo, di me, mi piace.
E anche Cirillo ne ho contento. Proprio.

Dottor Cirillo
postato da cirillo alle 13:47 | link | commenti
martedì, ottobre 21, 2008

C'è posta da Cusighe

Ancora da Cusighe ci giungono parole trascritte, questa volta non da Solletico, ma... Ma lasciamo che presenti lui...

"Parole che sorprendono, parole che bagnano, parole come un improvviso
rovescio di pioggia, parole di Katia-rhythm-is-a-dancer...
Dedicato a tutti gli amici dal naso rosso che almeno una volta sono sbarcati in quella che io chiamo provocatoriamente l'Isola degli Sfidati o, se preferite, in quella che la dottoressa Cangu chiama teneramente la nostra "piccola India". Parole che fanno riflettere, parole che scaldano, parole che gratificano, parole come una carezza inaspettata"...

Solletico

E qui di sotto vi trascrivo quanto Katia ha scritto in blu su un foglio bianco, tutta tendente ad uscire dalla carta per raggiungere le guance...

"Cari amici clown
savato siete venuti a trovarci
si siamo molto divertiti, aviamo cantato, aviamo Ballato.
Ci avete fatto pasare un po di tempo in alegria e noi siamo molto
contenti cuando venite a trovarci.
Per cuesto aspetiamo la prossima volta che venite a trovarci.
Ciao e a presto".

A presto.

Dottor Cirillo
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lunedì, ottobre 20, 2008

Dottor Cirillo e le sue ultime avventure

Si racconta, si narra, si dice, che il mirabolante Dottor Cirillo ne abbia combinata una più del babbalucco in questi giorni. Accompagnato dalla sua fida compagna di viaggio, Saponetta, egli si sarebbe recato giovedì nel nosocomio con encomio di Feltre, prendendo alla sprovvista, come solo il cavalier errante cantante stonante sa fare, infermieri e pazienti in attesa che giungesse la luna piena. E lui, l'eroe perdente, ha intrapreso una sfida d'aria imprigionata, creando all'istante una zanzara ronzante e un geraneo cangiante, e facendo il teatrante, ha persino raccontato una storia lampante, che la Saponetta poi si è rivelata pattinatrice e C. le ha insegnato a frenare. Ma come se non bastasse, il pagliacciante, ha scritto in men che non si dica un trattato sulle crocs col pelo natalizie, che lo porterà in cima a tutte le classifiche di vendita dei saggi sulle crocs col pelo natalizie. Non è mancato nemmeno Squilibrio, l'amico alato che segue il Cirillante nelle sue avventure più estreme. L'amico, da tempo riposto nella fantasia da cassetto, si è rivelato ancora una volta prezioso, insieme alle magiche bolle scoppiettanti di Saponetta, per asciugare gli occhi lacrimanti di una bimba, nevvero, assai bella, principessa forse del regno dei pannolini innevati. Non era ancora terminata in loro la serenità che questi due incontri avevano provocato nelle loro pance, che i due ricevettero da gentil postino scribacchiante, un invito a giungere domenica alla dimora della regina Aia, nella fattoria castellante in mezzo alle nuvole pratate. Lì giunsero da lontani luoghi i più grandi e i più piccoli tra i pagliaccianti, non tutti, che se no non ci stavano, ma quasi: alcuni li nomineremo, come il cavalier Biglie, che si narra abbia combattuto pur non indossando le scarpe contro piccoli draghi al sole; e ancora il Baristo, giunto in sella di una bicicletta alchemica, con la ruota davanti grande come il destino, e quella dietro piccola come la casualità; e la Coccola, e la Chiquita, e la Chicca, con la quale il messere Cirillo si è sfidato in una corsa in discesa lungo il ventre del vulcano, lì dove la polenta bolle e il sole diventa nano. Ma non c'era tempo di pranzare, di fare i festeggianti: nella vicina Paderno, i saggi pedalanti della Federazione Italiana dei Ciclisti in salita, chiamarano in aiuto il Cirillo e i pagliaccianti della tavola piena, e lì, accompagnato dai suoi fedeli compagni di nobili battaglie e innamoramenti, Cirillo giunse. Con lui la Cannuccia, improvvisante e respirante; e poi il Paolino, temibile come una focaccia all'uvetta passa e quindi invitante in questo autunno soleggiante; e la Palloncino, torbida e rossastra come un calice d'uva intinto nel succo alla fragola; e la strega Tabata, abile nel far volare i pensieri altrui fino a farli giungere lì dove di solito ti fermi a guardare quando stai bene. I nostri eroi perdenti si prestarono al servigio altrui, per i piccoli ciclisti e i loro sogni, e qui nacquero persino nasi all'insù e bocche aperte.
E' ora di riposare, si disse infine il Cirillo straripante e ansante. Ma noi lo sappiamo, cari lettori, che presto l'eroe perdente, il guerriero della luce da accendere, il temibile cacciatore di taglie ritagliate dall'enciclopedia che poi se tua mamma lo sa ti sgrida, tornerà. Perché come nei migliori cartoni giapponesi, qua sotto c'è scritto

continua

Dottor Cirillo
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sabato, ottobre 18, 2008

Ogni cosa è illuminata.

Ho partecipato ieri sera alla riunione tra i direttivi delle associazioni che fanno parte della "confederazione" di Dottor Clown Italia.
Sono contento.
Perché a me piace che intorno ad un tavolo si possa pensare che non esista il tavolo.
Grazie ad Andrea e ad Evaristo, soprattutto.
Mi è piaciuto riguardarli da vicino.

A presto.

Niente, direte voi, poca roba oggi.
Ebbene, io ho imbustato il tutto nel cellophane e me lo sono appeso in cucina. Sigaro dall'Argentina, dice Tore. E siccome non fumo, me lo annuso.

Grazie.

Il Cirillo invaghito di una riunione
postato da cirillo alle 15:14 | link | commenti
giovedì, ottobre 16, 2008

L'ho scoperto con alcuni giorni di ritardo.
La scorsa settimana è morto Alberto Zanon, voce de La Mente di Tetsuya.
Correndo. E' stato colto da un malore, mentre faceva footing al parco.

Anch'io, per quello che i La Mente hanno sempre rappresentato nel mio immaginario legato alle sigle dei cartoni animati, volevo in questo spazio ricordare Capitan Harlock e la sua passione, e voce, nell'interpretare i miei tanti ricordi musicali.

Grazie Capitano. Ora le stelle le hai veramente più vicine.

"Fammi volare capitano in un'avventura
dove io son l'eroe che combatte accanto a te..."

Cirillo
postato da cirillo alle 12:33 | link | commenti (2)
mercoledì, ottobre 15, 2008

Due amiche in India.
Partono, tessono, dicono.
Non ci si vede mai, però pezzo di vita lo sono sempre.
Direttamente dalla Daddy's Home, righe e sentimento:

"Buongiorno!
Non riesco in poche righe a dire tutto quello che stiamo vivendo qui, ma tu piu di tutti sai che qui e' normale sia cosi!!
Compleanno con Dennis con festa e ballato con i young kittry.
Alla Butterfly non siamo ancora stati..siamo tutti i giorni a scuola fino a domenica poi ricominceranno le lezioni e allora avremo piu tempo anche per altri giri.
Settimana prossima anche un salto per spettacolino al observation.
In dieci giorni i bimbi hanno fatto progressi strepitosi sia in canto...maaaaaaama che campane che c'erano!!;-) sia in percussioni...cosa fosse il ritmo era un concetto relativo davanti ad un tamburo per molti!ma Ricky ci dà anima e corpo!!
Poi si gioca a football con la squadra di Chanti che ti cerca e sta appresso, vuole sapere dove vai, tra quanto torni, se vai a giocare con loro e si appoggia al seno come nell'abbraccio di una mamma, si gode dello stare nell'abbraccio come ciascuno di noi ha fatto quando era piccolo, un bacio in fronte e lui se ne va a letto contento.
Non ho conosciuto i grandi della Butterfly e quelli della decima classe devono studiare un saccco, ma quelli della Lake si li vediamo e riusciamo a stare un po con loro!Dalaja, Teja, Arun e tutta la compagnia...avevano un sacco di attivita games giochi organizzati in queste due settim...tipo un grest italiano.
i Rapporti crescono, si cerca di ritagliarsi ogni tanto qualche piccolo momento di spazio persoanle, perche appena metti piede fuori dalla camera diventi un tutt'uno con i sorrisi le manine,i baci, il sudore, i saluti di tutti.
Siamo riusciti a portarci via anche la spada per bolle giganti in aereo..non si e' rotta e qui lascia a bocca aperta.
comprato tanti bidoni di plastica, costano poco e sono degli ottimi bonghi..cercheremo di fare qualcosa tipo gli "stomp".
Nel calendario siamo qui solo da dieci giorni eppure quante cose....
Siamo stati all'ufficio centrale della Care and Share, poi Noel a lungo ci ha raccontato un po tutta la storia dall'inizio...che persona incredibile!Quando l'Amore e' grande...!!!
Abbiamo conosciuto tuuta la famiglia di Noel, sua sorella, il fratello che ha progettato tutte le costruzioni di daddys home e butterfly, sono tutte persone cosi semplici, grandi di cuore, puntano in alto e costruiscono assieme!
Ti abbracciamo forte da questa calda India!
ciao!"

elena giuli ricky chiara e albert
postato da cirillo alle 13:13 | link | commenti (2)
martedì, ottobre 14, 2008

Segna in agenda, Cirillo.
Che sul quaderno degli appunti ormai non ci sono più fogli, e sei arrivato persino a scrivere sul retro della copertina.

Dì bene, dì bene.

Uno. Costruire un tetto.
Con le tegole, eh.
Mica che ci metti un telo di quelli plastificati, che quando piove poi ci fai la piscina sul coperto, più che al coperto.

Due?

Due niente. La lista è composta da uno.
Fine. Costruisci un tetto. Compra delle tegole, fai un progetto. Fai prima il disegno alla lavagna, se hai una lavagna trasportabile. Se no usa l'asfalto e i gessetti. E se no appendi un foglio al muro dei bagni chimici, e col pennarello rosso traccia leve, ponti, angoli retti. Prima però, compra delle tegole. In cotto, di quelle tonde. Che i termini tecnici non li so.

Tre?

Se ti ho detto che la lista finisce all'uno, imbranato!
Tre? Cosa vuoi col tre?
Vuoi tre avvenimenti? Tre massime? Tre nomi da dare a un bambino se nasce maschio? Tre motivi buoni per lasciare la vita al sole? Tre ruote di scorta e una spompa?

Tre. Tre tegole. Intanto compro tre tegole.
Che su una ci scrivo Piccolo, che dall'altra parte del mare si è sposato una decina di giorni fa, e chissà che arrivi la bomboniera e del filuferru.
Sull'altra ci scrivo leucemia, una scritta con il pennarello indelebile, perché di questo è morta una bambina l'altro giorno in ospedale, una bimba che una volta sola a Feltre qualcuno di noi ha incontrato, e poi come le bolle di sapone chi l'ha vista più.
E sulla terza tegola ci scrivo tre nomi, uno in fila all'altro: FrancescoValeriaErik. Che non sanno quante volte al giorno penso ai loro nasi, ma va bene così.

Con tre tegole non ci fai un tetto.

Nemmeno con una lista che si ferma all'uno, ciccio.

Cirillo
postato da cirillo alle 13:42 | link | commenti (5)
lunedì, ottobre 13, 2008

Non è detto che un gatto per innamorarsi del sole debba per forza starsene sul tetto. Eppure accade così. Questa mattina ho voglia di un amore trasparente. Al sole.

Non pretendo più di aver ragione
se parlo di vestiti e di carezze
le braccia lungo i fianchi farò cadere
pregare no che non vorrei pregare
pregare no che non vorrei pregare.

Non vergognarsi della propria malinconia
è un compito penoso anzi uno strazio.
L'amore trasparente non so cosa sia
mi sei apparsa in sogno e non mi hai detto niente
mi sei apparsa in sogno e non hai fatto un passo.

Nemmeno un gesto nemmeno lasciamo andare
meglio di chi improvvisa a malincuore
meglio di chi improvvisa senza amare.

Sarà la vita che monta e poi riscende
tutto questo splendore trasparente
luce elettrica che dopo il buio sempre si accende
se abbiamo assolto tutti i sentimenti
dimenticato tutti i fuochi spenti.

Ma sono pazzo del mondo e sono pazzo di te
e sono pazzo del mondo questo è odio e amore
sono pazzo del mondo questo è odio e amore
anche per te.

Sarà il destino che splende e poi riscende
tutto questo rumore che si sente
acqua libera che sempre si spande.

L'amore trasparente non so cosa sia
mi sei apparsa in sogno e non mi hai detto niente
ti ho dormito accanto e mi hai lasciato andare
sarà anche il gioco della vita ma che dolore
sarà anche il gioco della vita ma che dolore.

(Ivano Fossati)
postato da cirillo alle 12:00 | link | commenti
venerdì, ottobre 03, 2008

Tre cose.

A forza di aggiungere, la testa mi si è appesantita un po', e da due giorni ho quella febbre che sa tanto d'autunno. E un bollitore del thé giallo che se ne sta sempre a fischiare. Così il gatto si spaventa.

Venerdì scorso Cirillo e Saponetta in otorino han fatto ridere un volto e due piedi. Ed era da un po' che una risata di una bambina non mi trasmetteva così tanta energia. Da un po' manco invece al giovedì, causa impegni scolastici. So però che la banda continua a funzionare. E che anche ieri punte di colore e biancoeneri sono state toccate.

Il dottor Citrullo sembra aver deciso di collezionare pensieri, più che emozioni. Qualcuno di voi, dottori, ha un consiglio? ...che io sono impegnato a godermi una meraviglia a rallentatore...

Cirillo
postato da cirillo alle 18:18 | link | commenti (5)