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domenica, agosto 31, 2008
Come può uno scoglio arginare il mare. (Lucio Battisti)
Se fossi mare, adorerei arrivare in spiaggia.
Per poi tornare indietro. E ancora ritornare.
Portare le mie cose, la mia lentezza, la mia voracità.
Nascondere, coprire, irrimediabilmente cancellare.
Avere delle cose da dire. Ripetutamente.
Bagnare i piedi. Il petto.
Bruciare agli occhi.
Pelle d'oca e tepore insieme.
Se fossi mare, non riuscirei a contenermi.
Evaporerei al sole, ma canterei alla luna.
Me ne stare a giocare col faro e seguirei una nave per superarla prima dell'arrivo in porto.
Sarei salato e imbevibile, ma avrei un sapore almeno.
Mi guarderebbero dal sopra e dal sotto, ma i miei segreti non li scoprirebbero mai.
Se fossi mare vorrei bagnarti, intiepidirti.
Vorrei che mi chiamassi oceano.
Vorrei non ti sorprendessi mai della mia grandezza, nemmeno del numero delle mie onde.
Vorrei non farti mai guardare oltre l'orizzonte.
E mai vorrei che il riflesso delle mie acque ti accecasse.
Vorrei che camminando accanto a me, mi sfiorassi.
Con la mano. Per raccogliere quella conchiglia, che tanto cercavi.
Andrea
venerdì, agosto 29, 2008
Ha chiamato l'India!
E anche Bucarest!
Cinque minuti fa, un filo collegato a due apparecchi ha fatto il suo dovere. Da una parte un Cirillo in preda ad un attacco di pulizia casalinga mattutina. Dall'altra la dottoressa Fiordifilo, nel mitico "cabiotto indiano", con frutta esotica, mosche, divanetto e pepsi cola. E mi ha detto che non vuole più tornare, quando in realtà mi diceva due settimane fa che non voleva più partire. E adesso è cotta, mica dal sole, ma dalle mani, dai piedi, dalle testoline. E mi ha detto che stanno tutti bene, e che tra poche ore avranno l'ultimo spettacolo de "The Little Prince", e che tutti erano un po' agitati. E domani toccherà tenere i finestrini a portata dita. Che sorpresa questa mattina di sole. La telefonata indiana proprio non era stata messa in agenda, ma tanto la mia agenda non se ne accorgerà. E' che anche ieri sera son balzato sul divano. Perché mi ha telefonato la bolognese Potaci, che aveva appena appena, non ti dico, incontrato - riconosciuto - toccato - salutato - abbracciato Liviu e i ragazzi di Parada, Rafael compreso. I ragazzi di Miloud sono ancora una volta in tourneé in Italia, anche perché proprio a Venezia, alla Mostra del Cinema, in questi giorni è stato presentato il film a loro dedicato, Pa-Ra-Da, girato da Pontecorvo. E così, tra un chilometro e l'altro da percorrere, i ragazzi di Miloud sono capitati anche a Bologna. E a chi è capitato d'inconterarli? Alla Potaci! E allora Romania e India si mescolano di ricordi, per me che quest'anno, per ora, di chilometri ne ho percorsi ben pochi, rispetto a quanti mi sarei aspettato. Ma va bene così, questa volta va bene così. Però ringrazio il signor telefono coi fili e il signor telefono senza fili perché mi permettono non soltanto di emozionarmi, ma di sentire le emozioni anche di chi mi sta parlando all'altro capo. Chiare e nitide, anche se dall'altra parte del mondo e dall'altra parte delle montagne e dei colli.
Grazie Potaci e Fiordifilo.
Due regali e in mezzo solo la notte.
Dottor Cirillo
giovedì, agosto 28, 2008
A parlare di cantautori non si sa mai dove si finisce a parare.
Quelli che sanno l'inglese citano i grandi "storytellers" di sempre, il Bob Dylan, il Leonard Cohen, il Bruce Springsteen, tanto per citare tre colonne, del tipo dorico, ionico, corinzio.
In Italia non siamo da meno, e grazie a Dio possiamo contare su De Gregori, Guccini e Fossati.
Proprio dal piano di Ivano Fossati qualche anno fa uscì un album capolavoro, Lampo Viaggiatore. Tra i brani contenuti in quel disco, c'è "Il bacio sulla bocca". Che forse, ieri sera, sul tardi, avrei voluto su di me, prima di addormentarmi.
Il Bacio Sulla Bocca
Bella,
che ci importa del mondo
verremo perdonati te lo dico io
da un bacio sulla bocca un giorno o l'altro.
Ti sembra tutto visto tutto già fatto
tutto quell'avvenire già avvenuto
scritto, corretto e interpretato
da altri meglio che da te.
Bella,
non ho mica vent'anni
ne ho molti di meno
e questo vuol dire (capirai)
responsabilità
perciò…
Volami addosso se questo è un valzer
volami addosso qualunque cosa sia
abbraccia la mia giacca sotto il glicine
e fammi correre
inciampa piuttosto che tacere
e domanda piuttosto che aspettare.
Stancami
e parlami
abbracciami
guarda dietro le mie spalle
poi racconta
e spiegami
tutto questo tempo nuovo
che arriva con te.
Mi vedi pulito pettinato
ho proprio l'aria di un campo rifiorito
e tu sei il genio scaltro della bellezza
che il tempo non sfiora
ah, eccolo il quadro dei due vecchi pazzi
sul ciglio del prato di cicale
con l'orchestra che suona fili d'erba
e fisarmoniche
(ti dico).
Bella,
che ci importa del mondo.
Stancami
e parlami
abbracciami
fruga dentro le mie tasche
poi perdonami
sorridi
guarda questo tempo
che arriva con te
guarda quanto tempo
arriva con te.
E poi la gente ascolta Marco Carta...ma va và!
Cirillo
mercoledì, agosto 27, 2008
Come pagine di giornale dall'inconfondibile odore di edicola aperta, ecco il messaggio odierno "from India", baby.
"Ciao capocomico!!! Rubo il computer per 2 minuti di numero... Vorrei risponderti ai messaggi ma ovviamente ho finito i soldi per la seconda volta... Qua stiamo tutti bene.. Io ho iniziato a pensare al fatto che mancano solo 3 giorni! Il resto è volato! Inizio a pensare ai saluti, ai visetti visti dal finestrino del pullman, a come starò, a come saranno, a cosa avrò lasciato oppure no... Più di prima sento di non voler sprecare neanche un secondo...finchè si può, ci sto dentro al 100 per cento... ti mando un bacione...grande!".
Dottoressa Fiordifilo
martedì, agosto 26, 2008
Saranno coincidenze o incidenti.
Sarà che oggi ho ricevuto finalmente un nuovo message in the phone dalla dottoressa Chicca e una mail dell'amica Giorgia, girata e rigirata da dottor Biglie (tornato anch'esso da lidi lontani). Argomento, ovviamente, India.
"India chiama Cirillo, rispondi Cirillo... Questa è un'India diversa, come lo è stata ogni India fin dall'inizio: l'unica possibilità è viverla senza farsi troppe domande...bacio". (Dottoressa Chicca)
"Ciao a tutti!
vi scrivo dal computer di casa: davvero stanca perchè il viaggio è stato lungo (macchina fino a Hyderabad, volo fino Francoforte, volo per Malpensa, bus per Linate e macchina per casa), ma molto felice.
Ogni esperienza a Daddy's Home è speciale, diversa, unica e lascia qualcosa di diverso: questa volta, anche se è stata tanto breve che solo all'aereoporto mi sono resa conto di non aver neppure salutato tutti, ho provato l'emozione di vedere i bambini su un palco come attori e ballerini di una compagnia... Sembravano davvero professionisti e devo confessarvi che non mi aspettavo un lavoro tanto ben organizzato.
Dunque, dopo le dovute e meritate "ovazioni" per i bambini arrivano quelle per voi... E' stato davvero bello vedere un lavoro che avevo lasciato in fin dei conti in una fase embrionale assumere una forma così compiuta. E soprattutto è stato bello vedere come i bambini siano maturati: vi assicuro che il primo giorno di prove volevo scappare!!!
Vi auguro una buona continuazione e soprattutto.... MERDA, MERDA, MERDA per ogni performance!
Ovviamente un abbraccio di cuore a tutti i ragazzi soprattutto quelli che non ho potuto salutare di persona... quanto mi mancano già!" (Giorgia -
Va dove ti porta il cuore).
Cirillo cerca India.
lunedì, agosto 25, 2008
Vorrei che questa pagina tornasse bianca... (Jovanotti)
Ho tre barattoli in dispensa.
Uno semiaperto, partiamo da qui.
Quello del tipo "il tappo l'ho già svitato".
Quello che di solito afferri per primo, magari che c'è dentro qualche cremina al cioccolato, che ancora non hai raschiato dalle pareti interne in vetro, e che quindi ti sembra non sia nemmeno cominciata.
E invece il tappo lo sviti con facilità.
E invece non devi nemmeno sforzare.
E invece quella cremina che sembrava essere al limite nel suo starsene in un vasetto, è a metà, stronza lei, stronzo tu che te ne sei già mangiato metà.
Il vasetto accanto è ancora sigillato.
Assume nel porsi davanti al mio volto quell'atteggiamento da vergine illibata, su cui non ho ancora avuto il piacere di mettere le mani.
Su cui non ho ancora avuto il piacere di fargli assaggiare la forza di volontà rotatoria delle mie dita.
Resisti. Resisti pure.
Al massimo provo con il grembiule, con il vapore, con il coltello sotto al tappo per farti entrare l'aria, che poi il vasetto è da buttare. Stronzo lui, stronzo io che dovrei metterci più cuore ad aprire certi vasetti per assaggiarne il contenuto.
Stronza l'etichetta, che oltrettutto con quei colori pastello proprio non mi piace.
Il terzo vasetto.
Ho toccato il fondo.
Credo di averci infilato anche i grissini in quella marmellata, un giorno.
Ne ho assaporato ormai ogni sfumatura, aprendolo al mattino, alla sera, persino dopo pranzo e in orario merenda.
Le mie dita, quel vasetto, le conosce ormai a memoria.
Se fosse per lui se ne starebbe anche aperto, sulla mensola, a marmellata all'aria, contro ogni previsione di muffa, microbi e polvere.
E invece no.
Continuo a chiuderti. E ad aprirti. E a richiuderti.
Continuo a rimetterti nella stessa posizione, te che presto finirai a contenere ragù, o se mi gira, dato che di solito giri tu, nella campana del vetro più vicina.
Te sì che si vede che sei ormai al termine.
Stronzo io, ma stronzo anche lui, che me l'avevano regalato, e una marmellata al mandarino così dove la ritroverò mai.
Vasetti.
Buoni per contenere altri alimenti, una volta svuotati.
O per diventare portapenne da sbarco.
Non certo per metterci i fiori del prato.
Per quelli ci sono le bottigliette dei succhi di frutta.
A volte vorrei che foste induisti.
Che credeste nella reincarnazione, vasetti.
Anzi, nella reinvasettizzazione.
Se vi siete svitati bene, con impegno, credendoci a quello che contenevate, e assaporandone pure voi il gusto, vi meritate di essere riempiti nuovamente con lo stesso prodotto, ma ancora più buono, fino a raggiungere il massimo ottenibile, Nutella fresca o marmellata di mele cotogne o ancora miele di acacia puro.
Se invece non avete seguito la vostra strada di vasetti pieni, vi siete lasciati cadere per rompervi o ci avete messo un intero pomeriggio a svitarvi, lasciando che il vostro contenuto scadesse... beh, che vi riempiano con l'urina da portare alle analisi, con sottaceti acidi o con funghetti sott'olio che neanche sulla pizza Buitoni li dovrebbero mettere. E che il dio Shvita vi protegga.
Vasetti. Vi voglio bene.
Ed è per voi che quella mensola la spolvero ogni dì.
Cirillo
venerdì, agosto 22, 2008
Certezze su carta stampata
Ho ascoltato Alcatraz per diverso tempo. Il primo. Il secondo, entrambi su Radio2. Infine il terzo, dedicato agli Zomberos in ascolto, su Radio24, un paio di anni fa. Jack Folla, alias Diego Cugia, mi ha sempre entusiasmato. E' stato accusato di essere retorico, a volte, forse un po' troppo rilassato su alcune tematiche, definite dai più luoghi comuni. Critiche che a mio parere gli sono state rivolte più per pressapochismo da parte di alcuni ascoltatori, poi lettori, invidiosi della capacità di quest'autore radiofonico e televisivo, nonché romanziere con forse meno successo, di spiegare la propria linea di pensiero, che per altro. Perché quello che Jack Folla fa è semplicemente questo: condividere il proprio pensiero, le proprie idee, rendersi il più decifrabile possibile, una necessità che in molti sentiamo di avere, quasi una dipendenza che ci appartiene, e di cui secondo me dobbiamo continuare a prenderci cura.
Sono contento di leggere a giorni alterni sulle pagine dell'Unità i nuovi scritti di Jack Folla. Li assaporo da alcune settimane ormai, e come sempre, alcune sue righe avrei voluto batterle io. Attendo il suo ritorno radiofonico, che non credo avverrà presto.
Ci sono certezze, con cui fai conti ogni tanto.
Jack Folla, che ha ancora qualcosa da dire. Per forza, basta uscire di casa, per capire che proprio non va. Non va.
E poi "Cuore" l'inserto satirico dell'Unità diretto da Michele Serra (altra certezza lui, e la sua Amaca su Repubblica), che sostituì Tango di Staino, e che dall'89 in poi divenne un appuntamento settimanale fisso, fino a diventare rivista autonoma, senza una riga di pubblicità, capace di vendere nei primi anni '90 anche 200mila copie. Anni in cui la Sinistra in Italia aveva realmente qualcosa da dire e da fare. Ho terminato proprio alcuni giorni fa di leggere un volume alto così, pubblicato da Bur, dal titolo "Non avrai altro Cuore all'infuori di me", redatto di componenti di quella che fu la redazione del settimanale satirico più importante in Italia insieme a Il Male degli anni '70. E dentro ci trovi le pagine verdine di quel giornale che il sottoscritto leggeva dallo zio, che lo lasciava sempre sul divano, e che sinceramente, all'età di 14 - 15 anni, mi faceva morire, ma ci trovi anche tutte le testimonianze di chi c'ha collaborato, a partire dal maestro Serra. E capisci che attualmente in Italia manca uno strumento che permetta realmente alla gente, all'opinione pubblica, che il signor Berlusconi ha completamente affossato con i suoi compagni di merenda, di reagire e di non mostrare più il culo a chi ha sempre l'ombrello dalla parte del manico.
E sono fiero di leggere Marco Travaglio, che purtroppo scrive sempre meno, e i suoi corsivi quotidiani stanno a poco a poco evaporando, forse a causa della calura estiva.
E grazie a Dio che ci sono certezze quali i Guzzanti, e Daniele Luttazzi, di cui aspetto un nuovo scritto, più volti accusati di populismo, ma in fondo i nostri politicanti non usano lo stesso tipo di arma per prenderci per il culo?
E va da sé che Oliviero Beha sta ancora una volta tentando di dire cose importanti, e dovrebbe essere letto all'apertura di ogni telegiornale. E riviste quali Internazionale e Vita dovrebbe essere portate sui banchi di scuola. E un inchino va a quei pazzi cattolici di Famiglia Cristiana che hanno avuto il coraggio di scrivere la pura verità, che ormai nemmeno il papocchio riesce più a pronunciare, forse distratto da un Vaticano sempre più distante dal resto del mondo.
E che Nanni Moretti non si sia ancora stancato di dire la sua, questo per me è un semplice miracolo. Perché di persone, che siano a destra o a sinistra, che dicono la loro ne abbiamo assolutamente bisogno.
Adesso.
Non domani, o domani l'altro.
Adesso.
Che come mi ha detto l'amico Giovanni ieri sera, "i culi che se lo prendono son sempre gli stessi. E sono stanchi".
Continuate a darmi certezze. Certezze forti. Che mi facciano comprare il giornale ogni mattina. Che mi facciano tenere spenta la tv ogni sera. Che mi facciano addormentare con libri che piano piano ogni sera vanno avanti. Che mi lascino il dirito di informarmi, e non di vedere spot elettorali sull'immondizia e sulle strade sicure travestiti da scelte di governo.
Io lo so che ci vorreste tutti analfabeti.
Purtroppo per voi, non mi limito soltanto a conoscere la lettera X per metterla sulla vostra scheda, come molti che vi hanno votato.
Io conto anche sul resto dell'alfabeto.
Cirillo
giovedì, agosto 21, 2008
Indian images
"Racconto India...anche se almeno per ora, mi piace più viverla che raccontantarla...qua si continua a sudare in palestra per le prove del Piccolo Principe, in Rena Home per i balli di gruppo, in baby Home facendo il girotondo alle 8 di mattina, e quando si corre all'uscita da scuola per stare un po' con i super kittry!!!e per tanto altro...mi innamoro tanto qua, dei ragassi, dei clown...e quando ci si innamora, almeno per me è sempre stato così, è facile trovarsi con le lacrime agli occhi senza neanche accorgersene... quando vedo Carlo, il daddy di tutti, e Andrea, il modo in cui le sa prendere le sue bimbe, come le accarezza, come le guarda...anche Paolo, il doctor di Belluno, il suo strano modo di essere ironico sempre.( spero che lo conoscere presto!!!) Federica che fa addormentare una bimba che sta male a suon di carezze e Francesco che si sente papà con un angioletto di un mese tra le braccia...di tutti un po' insomma!!che bello respirare amore... li vedo, ci vedo e mi emoziono, tutto qua..."
Dottoressa Fiordifilo
mercoledì, agosto 20, 2008
Non è facile starsene al finestrino di un treno, ultimamente.
Specie se il treno te lo senti immobile sotto al culo.
Ti sembra che chi se ne sta dall'altra parte del vetro, in stazione, ti abbia dimenticato. E te cerchi di farle un cenno con la mano, ma questa proprio non ti vede, sarà per il riflesso, sarà per i pensieri.
E poi ci sono quelli sulla carrozza più avanti, che sono immersi nel tepore indiano di mani da agguantare e pensieri da rendere concreti. Li sento più lontani di quanto dovrebbero essere, non so perché. Loro, che son lì a portare sul palco Il Piccolo Principe, tra manghi, non baobab, e piccoli attori. Il camice del dottor Cirillo se ne sta nella borsa da un mese ormai, ma mica puzza: sa che prima o poi la borsa sarà riaperta. E con lei tutto il resto. Domani c'è un compleanno che mi va di ricordare. A me che sto aspettando una partenza, che non vedo l'ora che accada, ma che sembra costantemente in ritardo. Mi sento sul treno, ma questo treno non parte. Forse deve ancora decidere quale direzione prendere. Che rotaia seguire. Che gallerie imboccare.
Oggi è nuvoloso, ma vorrei essere al mare.
Con il giornale, in spiaggia, seduto sulla sdraio, in pieno deserto.
Che tutti sono in albergo a far colazione o in giro, a comprare conchiglie e vestiti leggeri.
Perché non sono al mare?
Anche questa è una domanda a cui vorrei rispondere.
Ma finchè il treno non si deciderà a partire, continuerò a fare cenni con la mano. Che scendere ormai non si può più.
Cirillo
domenica, agosto 17, 2008
Message in a bottle.
Mi arrivano bottiglie, casse di bottiglie, cariche di messaggi. Come mittente l'India. Queste righe dalla dottoressa Fiordifilo, prima India per lei, prime mani da accudire e prendere.
"ehi, sto respirando a fondo, tanto... finalmente!!quante mani, baci, abbracci, visi onti e straonti che non puoi non ricoprire di carezze!!oggi sono stata alla Baby's Home ad incontrare gli angioletti color cioccolatino!!...sto seguendo il tuo consiglio...mi stupisco, un sacco e di tutto!!fisicamente sto bene tranne un brutto orzaiolo a un occhio che pare mi si sia affezionato...io intanto inizio ad affezionarmi a loro (non che la cosa sia difficile!!)...ancora prima che scendessi dal pullman mi si è attaccata al collo..ha superato lei per me la paura...Barati la piccola selvaggia scatenata!!! ti mando un abbraccione grande come la cosa più grande che riesci a immaginare!!!!alla prossima.."
Grazie. Cerco India. Cirillo
giovedì, agosto 14, 2008
In onore dei prossimi partenti, alcune immagini indiane giunte nei giorni scorsi dal dottor 'Baristo.
"Ciao tutti...solo un saluto per dirvi quanto siete attesi tutti, ukuleli compresi...ieri sera ci abbiamo provato via internet ad imparare qualcosa di nuovo, ma io e susanna siamo fermi a Guendalina amore mio...Gundu ci ha provato!
Una cosa per 2 bambine con malattia genetica e chiamate elefantine perchè hanno la pelle spessa ipercheratosica come quella degli elefanti...si abbisogna di OLIO di MANDORLE..
magari sul blog de Baristo vi racconto come si presenta in poche parole questa patologia della povertà estrema, infatti queste vengono usate dai raccoglitori di offerte lungo le strade, messe sotto al sole per tutto il giorno, magrissime e portate sopra un piatto metallico" ...
...continua
lunedì, agosto 11, 2008
La bancarella.
Guarda con ammirazione chi se ne sta dietro al banco, in quel sottobosco di oggettistica, vestiario e carabattole, che prende il nome di Mercato dell'artigianato e/o antiquariato e/o dell'usato.
Cosa potrei mai vendere io, artigiano bancarellista robivecchi?
Venderei di sicuro scatole di attenzione.
Senza serratura, che anche un bimbo le possa aprire con facilità.
Di diversi colori, e con dentro l'attenzione personalizzata.
La giusta attenzione.
In modo che nessuno faccia più i miei errori, di non riuscire a dare l'attenzione gratuita che certe belle persone si meriterebbeo, anche nei momenti in cui si sentono proprio brutte.
Venderei profumi di letti sfatti.
Quello che assapori entrando in una camera in piena notte, che due persone si sono appena mescolate e te senti che l'aria che c'era prima se la sono tutta presa loro, a forza di respirare. Vorrei venderlo in boccette questo profumo, e lasciarlo cadere in piccole gocce su chi il letto lo disfa sempre da solo. E venderei anche il profumo di letti solitari, certo. Basta che mi diano tre garanzie: che qualcuno c'abbia sognato, che qualcuno vi abbia sudato, che qualcuno non l'abbia subito rifatto.
Venderei fazzoletti da spalla.
Di stoffa. Per chi si ritrova ad avere testoline da ascoltare, che prima o poi finiscono per appoggiarsi sulla tua spalla, e si sciolgono, come se tu fossi più bollente di loro. E non sai che dire. E non sai che fare. E forse dovresti lasciar fare al fazzoletto da spalla.
Vorrei vendere un'altra possibilità.
Da appendere da qualche parte, e da mettersi in testa nel momento più opportuno. Il difficile sarà trovare la misura giusta per tutti. Andrò a occhio. In omaggio un errore per ogni pezzo comprato.
Vorrei vendere libri incompleti.
Mettere sul banco i libri usati, i più belli, e ad ognuno strappare una serie di pagine, a mio piacere. Una mercanzia per i più coraggiosi. Per quelli che non hanno paura di iniziare a leggere un libro che poi non sapranno mai come sarà andato a finire. A meno che non scelgano di andare nella bancarella accanto, che di solito vende "pagine mancanti".
Non sono mai stato un bravo venditore.
Di solito m'innamoro delle clienti.
E finisce che metto fuori il cartello "torno subito".
Cirillo
giovedì, agosto 07, 2008
Seconda traccia del dottor Baristo. I primi caldi.
"Ciao Tutti,
chi conosce questa india sa che alla fine tempo per scrivere non se ne trova ...tutto tempo da dare in regalo...chi non ha nulla da dare o da scambiare come le figurine ...non ce la fa a rimanere qui in mezzo alla gioia dei momenti, alla festea dei saluti, all'intimità dei baci rubati...
Tutto bene, siamo felici, ed è bello che tutto fili liscio nella durevolezza delle giornate che portano a fatica e sudore...ma tanta bellezza!
Il tempo cambia come cambiamo noi, più o meno, stà arrivando quel caldo...proprio quel caldo...abbiamo accesso l'aria condizionata non solo in hospital ma anche in cucina ..tanto per deumidificarci in quell'ora di pasteggiamento...appena saremo in tanto non sarà più possibile...
Asheik Iran in subbuglio e tutto è un via vai di bambini che sanno del nostro arrivo e quindi denti da ricostruire, cose particolari e anche normale amministrazione...
Grazie alle mille lettere, grazie alla DAL pan di belluno, Martina che ci chiede continuamente di cosa abbiamo bisogno visto che siamo già operativi...non vediamo l'ra di passare all'azione...Ukuleli compresi...magari facciamo già le iscrizioni che dite?"
bacio tutti
VRST
mercoledì, agosto 06, 2008
Potessi un giorno vedere la poesia al potere... (Folkabbestia, Potere alla poesia!)
Vorrei essere in vacanza.
Nella scatola chiamata "vacanza".
E per dindirindina non che io non possa dire che nella scatolina ci sia finito da qualche giorno. Il coperchio però è rimasto aperto. E nessuno là fuori che me lo chiuda, che se ci provo io mi schiaccio le dita, o quelle poche che mi rimangono.
Non riesco a sigillarmi dentro alla vacanza, perché per me vacanza ha sempre voluto dire "scappare". Andare in altro luogo. Percorrere dei chilometri in auto o in aereo e ritrovarmi da un'altra parte. Scegliere altri lidi. Fare un'andata, prenotando anche un ritorno (se no che vacanza è, ndr). Insomma, finché non riuscirò a spostarmi da questa benedetta stanza dove il computer rimane accesso per scribacchiare ed informare a modo mio, in vacanza proprio non mi sento di essere.
Riempio la mia giornata di tante cose, soprattutto alla sera. Sul finire. Che così poi il giorno dopo ricomincia con occhi stanchi, ma cuore e pancia soddisfatti. O almeno, così mi è parso.
Vedremo se nei prossimi giorni riuscirò a vivere i toni vacanzieri improvvisati riempiendo momenti anche nel resto delle ore di luce. Qualcosa ho già predisposto, neanche dovessi prenotare alberghi e villaggi turistici. Sta di fatto che riempirmi questa estate a piccoli passi, mi lascia comunque ampi margini d'inventiva, e non manca quel sdraiarsi da qualche parte, con le mani dietro la testa, tipo parco cittadino o panchina balnerare, che ti fa dire "buon riposo, Cirillo".
Rimane l'amarezza di sopravvivere, non più vivere ormai, in un paese come l'Italia, omofobico, xenofobo, ignorante, ingenuo, arrogante, dispendioso, invidioso, mancante di valori e di principi, egoista, distante da ogni forma di solidarietà e fiducia, litigioso, superficiale... ops, scusate, invece di descrivere l'Italia, vi ho regalato un quadro piuttosto completo dell'attuale governo...
...vi pare che possa andare in vacanza, sotto regime?
Cirillo
martedì, agosto 05, 2008
Prima traccia dall'India dal dottor Baristo, che sta curando denti ed emozioni...
"ciao a tutti... qui india tutto alla meraviglia compreso il lavoro..ci siamo fatti le prime 8 ore in studio e gundu ha incontrato i 30 ragazzi e ragazze del piccolo principe...
piove...monsoni in ritardo ma meglio cosi ...25 gradi d'estate (anche se con 80 % di umidità) non sono poi male per cominciare agosto...ma non abbiate fretta di portare felpe...ai partenti per l'INDIA!
il clima è di tutto rispetto per eccitazione e entusiasmo...nella traccia (www.dottorclownitalia.it) ho raccontato 2 righe dell'accoglienza in daddy's Home"..
Grazie Biglie, Cirillo
lunedì, agosto 04, 2008
Ad alcune persone. Dedica.
Ho visto rami aspettare.
Sospesi nell’attesa, come soltanto loro sanno fare.
Niente a che vedere con palloncini gonfiati o ragni sulla tela.
Orgogliosi di non toccare terra,
e di essere tra le nuvole quanto il cielo stesso,
essi attendono, prendendosi quanto spetta loro di diritto:
sole, pioggia, vento, stagioni, insetti.
A volte paiono talmente una certezza, in questo giro di mondo,
che persino gli uccelli si appoggiano a loro,
quasi a ricercare in mezzo a un volo,
alla massima ispirazione di libertà,
un’ancora a cui attaccarsi per non restare per sempre per aria.
E loro aspettano, attendono, s’incrinano nel tempo.
Si fanno sospettosi d’inverno,
spaventati dalla loro nudità, vergognosi
di fronte agli sguardi altrui.
Si addolciscono in primavera,
si scaldano al primo sole e condividono quanto avevano
segretamente nascosto dietro al grigio del cielo.
Avessero la possibilità di misurarlo meglio il tempo,
alcuni se ne sarebbero già volati via
approffitando di una burrasca malsana e irruenta.
Ho visto rami aspettare.
In piedi. Che così sembrano più alti.
Ho visto rami aspettare, abbandonandosi ai colori autunnali,
tanto da perdere la propria ombra.
Ho visto rami mettere radici,
a forza di aspettare,
senza esserne consapevoli.
Ho visto rami aspettare,
e stagioni passare.
E mai le une che sentissero degli altri
il silente richiamo.
Che ci vuol pazienza a innamorarsi di chi passa
e ti fa a poco a poco morire,
per poi tornare a cullarti, persino la notte.
Cirillo
sabato, agosto 02, 2008
La leggo stasera, a San Gregorio.
Mi son nascosto male, quella volta.
Avrei potuto far parte di un segreto.
Di quelli che non sa nessuno.
Di quelli che uno s’inventa che ci sono.
Mi son nascosto male, quella volta.
Fossi stato più piccolo,
a quest’ora sarei al posto dell’anima.
Che quella è talmente brava a nascondersi
Che non puzza nemmeno da morta.
Mi son nascosto male, quella volta.
Potevo starmene per conto mio,
evitare di ascoltare, o sentire,
persino di vedere.
Avrei potuto essere frutto della fantasia
Se qualcuno avesse scritto favole su di me.
Mi son nascosto male, quella volta.
E dire che so anche stare zitto,
bocca cucita, non una parola.
Qualcuno dice di avermi sentito parlare
Ma è una bugia bella e buona.
Occorre avermi cercato per sentirmi,
mica me ne vado in giro a gridare!
Mi son nascosto male, quella volta.
La testa era già occupata, in bocca non ci stavo,
tra i piedi mi avrebbero perso, e lì, beh lì,
avrei creato più pruriti, che altro.
E allora mi sono nascosto tra pancia e memoria,
vicino al respiro, in modo da avere tutto a portata di mano.
L’avrei fatta franca, grazie all’ipocrisia e all’ignoranza.
E invece no. Musicista dovevo nascere.
E pure bravo.
Così, non appena mi è venuto in mente quel ritmo lì,
mi han sentito tutti. E han chiesto il bis.
Cirillo
venerdì, agosto 01, 2008
Fiocco azzurro e canzoni sparse.
Ultimamente non sono stato molto attento al passaggio di cicogne, né allo spuntare negli orti dei cavoli. Mi dicono però che c'è da abbracciare una pancia sgonfia, quella della dottoressa Frappè, che ha dato alla luce il piccolo Enea, terzo maschietto della nidiata. E leggero leggero mando un bacio al naso rosso...
Approfittando del fatto che il sottoscritto se ne sta un po' in vacanza, che in realtà vacanza non è, nasce continua la voglia in questa stanza di racimolare qualche canzone, attaccarle con abbondante colla vinilica una all'altra, creando così nuove compilazioni da passare sottobanco. Ecco le ultime nate.
Compilazione fissata su cd venerdì 1 agosto 2008
Tracklist
1. Africa Unite - Andare
2. Giuliano Palma & the Bluebeaters - Never never never (live version)
3. Mamasita - La notte scivola
4. Ganjamama - Nevica
5. Mr. Tokio and The Beat Goes On - You are the sunshine of my life
6. Otto Ohm - Amore al terzo piano
7. Radici nel Cemento - Bella ciccia
8. Franziska - Ed ho bisogno
9. Africa Unite - Non sei sola / Scegli (medley dal vivo)
Titolo provvisorio: Finestra Aperta estate 2008
Compilazione fissata su cd venerdì 1 agosto 2008
Tracklist
1. Subsonica - Tutti i miei sbagli (acoustic version)
2. Afterhours - Tutto fa un po' male (acoustic version)
3. Estra - Non canto
4. La Crus - E' andata via l'estate
5. Tiromancino - Com'è profondo il mare (dalla soundtrack del film Paz!)
6. Giulio "Estremo" Casale - Ciao amore, ciao
7. De Niro - Just for a bit
8. Litfiba - Animale di zona
9. Marlene Kuntz - Bellezza
10. Ligabue - Cerca nel cuore
Titolo provvisorio: Perché quando vado nei locali a bermi una birra non ci sono mai queste canzoni in sottofondo?
Cirillo
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