Esperienze ed emozioni di un clown in corsia
Se volete scrivere ai clown belluno@dottorclownitalia.org

martedì, maggio 06, 2008

Affacciato alla porta di una stanza che dall'altra parte non ha un'altra porta.

Che quelli che di solito si affacciavano dalle pagine del diario scolastico, io li facevo con il naso e gli occhi grandi, e poi quattro ovali piccoline una sopra l'altra, appena sotto la testa che sbucava di lato, che rendessero l'idea di quattro dita agganciate a un angolo.

Una settimana fa son finito in lungodegenza a Feltre.
Un lungo corridoio con facce lunghe qua e là e lunghe visite di parenti che di lungo han solo il vestito.
Tra un parente e l'altro a tener su il muro, una serie di porte.
Dentro lunghi letti e vite corte.
Ad una di queste mi sono affacciato, che dentro erano già in cinque.
Cannuccia ispirata teneva su scena e sentimenti, proponendo di cantare Quel mazzolin. Di lato Saponetta e Valeria, che continuavano il girotondo, chiuso quest'ultimo dalla Tabata e da Matteo, infilati nel cuore di una signora, badate bene, una signora, che pur senza voce, era lì a seguire i nostri temerari nasi rossi nel coro alpino più innamorato che si sia mai sentito. E sottovoce, che la vicina di letto se no si emoziona anche io.
E io affacciato, come a una finestra di piazza a vedere il concerto della mia vita dall'alto.
E sebbene le note andassero ormai sfumando, mi ha stupito più di tutti non il bis, ma la richiesta della signora, badate bene, della signora: "E la medicina per fare sogni belli?". Le bolle di Cannuccia, che quella signora, badate bene, quella signora aveva conosciuto due settimane prima, hanno cominciato così ad uscire dalla tasca, e ad avvolgere occhi e naso di una che di voce, quella sera, non ne aveva proprio, ma è riuscita ugualmente a cantare il suo grazie.

Affacciarsi ad una finestra di un palazzo a Venezia.
Affacciarsi da un balcone, nella vecchia camera della mia bisnonna.
Affacciarsi a un terrazzo in piena Gerusalemme, nell'ora della preghiera.
Affacciarsi ad un'apertura del campanile della Sagrada Familia a Barcellona.
Affacciarsi al sole di Bologna, in tarda primavera...

...e ancora e ancora, ma a una porta così, badate bene, non mi ero ancora affacciato...

Cirillo

PS. Quelli del Brasile, si dice siano tornati. Ditemi, ditemi...
postato da cirillo alle 14:18 | link | commenti
venerdì, maggio 02, 2008

Ultime samba news prima dell'andata e del ritorno.

"Dall'altro capo del mondo oggi c'è...strada...e ragazzi di strada...e tra poco si torna". (Dottoressa Chicca, 1. maggio)
postato da cirillo alle 10:24 | link | commenti