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lunedì, aprile 28, 2008
Samba news tra sabato ed oggi...
"Dai nasi rossi all'altro capo del mondo... Onda d'amore che ti arriva fino al cuore e lo fa battere all'impazzata da non riuscire a respirare dalla gioia..." (Dottoressa Chicca)
"I nasi rossi stanno bene e scarichi un po' di forza ma carichi di energia e amore...grazie che ci sostenete...baci" (Dottoressa Chicca)
Cirillo
mercoledì, aprile 23, 2008
Come al solito i miei post, quelli che sento proprio tanto dentro, mietono malumori. Sarà che si parla e si scrive di violenza quando c'è di mezzo lo straniero, ma del bellunese accusato di pedofilia che oggi c'è sul giornale o di quelli che a tutto gas sfrecciano per le strade da bravi italiani e investono i pedoni, di quelli ci si dimentica. Perché di quelli, ce lo impongono proprio, non bisogna aver paura...
Brr... continuo proprio ad aver tanta paura...
Sarà...
Sarà che in Brasile ci sono dei nasi rossi che scrivono così ... ragazzi, news dal fronte per tutti voi, gooooood moooorning Brasil!
"Messaggio dai nasi rossi dall'altro capo del mondo: tempesta di emozioni e ritmo di vita...baci a tutti" (Dottoressa Chicca)
"Qui tutto bene...caldo, gruppo lavora e si ama, uno spettacolo al giorno con i vari progetti seguiti dai volontari ...bacio a te! Oggi le nostre parole tutte sul relax" (Dottor Baristo)
Cirillo
lunedì, aprile 21, 2008
Mamma, li turchi!
Mani in tasca, porte chiuse, finestre sbarrate.
E un'assicurazione sulla vita.
...scusate, sto facendo la lista della spesa.
Mi adeguo al paese in cui sono nato trent'anni fa.
Sapete. La verità è là fuori.
Mi devo pur difendere.
Che finalmente ho trovato un nemico.
A di la verità, non l'ho trovato io.
Mi hanno detto che c'è quel nemico lì, e allora...
...mi devo pur difendere.
Mi devo difendere da Betty, la mamma nigeriana che ho incontrato in ospedale giovedì sera. Sulla pancia il suo bambino, nato da tre mesi, il secondo, che il primo lo ha perso. E' che il bambino è riuscito a vedere bene il sorriso di sua mamma, questa volta, e allora sta cercando di vivere più che puo'. In fondo sono quasi dieci anni che Betty e suo marito vivono in Italia, prima a Palermo e poi su su, fino a Quero. E se ci hanno vissuto loro, perché non ci dovrebbe vivere anche il loro bambino. E Betty non ha mica lasciato il sorriso in Nigeria, dove ha lasciato famiglia, fratelli e sorelle... sei in tutto, tra cui la sua gemella... due però non ce l'hanno fatta, e se ne sono andati prima dal mondo... Che senso ha che Betty mi racconti tutto questo? Semplice. Abbiamo entrambi il dono della parola e abbiamo deciso che parlare è un bel segno d'inizio.
Mi devo pur difendere, no?
Mi difendo da Celestina, bambina rom di pochi anni, a cui ieri pomeriggio ho fatto dei disegni in un container: un fiore, una casa con il giardino, un animaletto. Oh, cazzi vostri se non sapete disegnare! Io disegno. E lei se n'è stata per una buona oretta in silenzio, scegliendo pastelli e impugnatura, mentre i suoi fratelli e i suoi amici se ne stavano fuori a giocare e a prendere evento. Nel frattempo un custode di origine marocchina, da quasi dieci anni in Italia, ascoltava via internet una stazione radio del suo paese. E nel silenzio, tra strofinio di pastello su carta e una serie di parole infilate in un'altra lingua, ho cercato di difendermi. Mi sono seduto accanto a loro, e ho consigliato colori e sfumature, e ho chiesto incuriosito dove, come, quando.
Mi dovrò pur difendere, no?
Sì, difendere da quelli che una settimana fa hanno vinto, e che continuano ad ordinarmi di avere paura, terrore, insicurezza, tremolio alle gambe.
Ordinate, ordinate pure.
Peccato che non abbiate scalfito minimamente la mia coscienza politica e il mio diritto sacrosanto di stare bene in mezzo agli altri.
E non mi chiuderò in casa.
E non sbarrerò le finestre.
E non metterò le mani in tasca, soltanto perché voi avete deciso che così si vive.
E se devo aver paura, preferisco aver paura di voi.
Uuuuuhhhh...che paura!
Cirillo
venerdì, aprile 18, 2008
A quelli che partono, e vanno dall'altra parte.
Non ho molto da dire.
Mi tocca pensarvi, tutti, uno ad uno.
Compito non facile per uno come il sottoscritto, che di pensieri se ne fa troppi, ogni giorno.
E' che questo viaggio, inutile dirlo, lo avrei fatto anch'io.
Perché ho delle capacità.
Giuro.
Ho delle capacità da condividere, da mettere in gioco, da trasformare persino.
E sono convinto, così come è successo nei tanti viaggi che il mio naso rosso ha affrontato fin qua, che queste capacità, a mò di vulcano da Piccolo Principe, sono facili alle eruzioni, e sorprendono ogni volta.
E investono, coprono, soffiano, a volte tramortiscono, chi mi sta accanto.
Andate in Brasile. Tra i ragazzi e quelli che se ne stanno ancora a usar la fantasia.
Siate piccoli vulcani, ancora in attività.
Non spegnetevi, non pensate che basti il fumo.
Usatele, tutte queste capacità, che non riescono a starsene sotto la scorza, la pelle, la roccia.
Siate clown borbottanti, scottate chi incontrate e lasciate che la temperatura della loro vita salga, salga, fino a provocare una pioggia di lapilli sorridenti e precipitosi nello scendere.
Ho voglia di sentire gli scoppi, io, che rimango qua.
Fatemeli sentire!
Mi tocca pensarvi, e, tra una cosa e l'altra, sarà un vero piacere.
In bocca al lupo, nasi!
Vi voglio bene, ma lo sapevate già.
Cirillo
martedì, aprile 15, 2008
La primavera porta pioggia, dimenticandosi che gli ombrelli li abbiamo lasciati all'inverno.
Tre cose.
C'è chi scrive perché ha qualcosa da dire.
C'è chi scrive perché ha qualcosa da dirti.
Di questa seconda categoria fa parte, a mio parere, il dottor Solletico.
Ieri ci ha fatto un regalo.
Alcune pagine, gonfie e straripanti come nuvoloni primaverili, di pensieri, omaggi, riconoscimenti, tributi, ricordi, esperienze, sentimenti.
Nella sua "Isola degli sfidati" ha voluto metterci tanta testa e tanto cuore. E ha fatto piovere. Senza tuoni nè lampi, che gli effetti speciali a volte non servono. Se però le tante parole che ha utilizzato per descrivere e raccontare gli amici di Cusighe potessero staccarsi dalle pagine che ieri ci ha donato, ed essere lanciate in aria, vi giuro che non basterebbe un ombrello a salvarci da un diluvio carico di ciabatte, mani nascoste e odor da minestrina.
E poi, mica voglio far l'ombrellaio da grande!
Sta di fatto che il gruppo clown si allarga e si stringe. Tipo mantello impermeabile giallo, che appena ha finito di piovere lo stritoli, lo pieghi alla suppergiù, ne fai una tasca e lo intaschi. Per poi ritirarlo fuori e coprirti alla suppergiù non appena comincia a cadere qualche goccia di troppo.
Qualcuno se ne va per un po', qualcuno arriva per un altro po'.
Valeria e Matteo se ne stanno a guardare la pioggia alla finestra da qualche mese ormai, e una settimana fa hanno deciso di uscire e prendersela tutta. A riparane il naso, per evitare raffredori marci, una copertura in lattice rossa, tipo casa di chiocciola che esce con la pioggia.
Io spero che neanche loro abbiano voglia di fare gli ombrellai, da grandi.
E poi, che la pioggia a volte bagna fino a dentro, alcune parole giunte dalla dottoressa Memole, a cui spero compaia a pochi passi dal volto un arcobaleno di quelli belli.
"Ciao a tutti amici clown.
Vi scrivo queste poche righe per ringraziarvi dell'affetto, degli abbracci, dei baci, dei sogni belli sotto il cuscino che mi avete fatto avere in questo periodo un po' faticoso della mia vita.
Un abbraccio caldo e avvolgente a tutti voi".
Tre cose.
Il resto lo trovate nelle pozzanghere, verso sera.
Cirillo
martedì, aprile 08, 2008
Oggi un amico mi fa: "Divento papà ad ottobre".
Ed ero alla finestra, con il telefono in mano.
E ho visto che c'è tanto spazio ancora, e gli ho detto che fa bene, bravo, bis.
E ogni volta che qualcuno mi dice che farà il papà (che fa pure rimà), a me viene in mente, in testa, forte al cuore e all'ombelico, il dottor Pluto.
Che se io fossi papà, mi farei disegnare come lui.
Ciao Pluto.
Cirillo
lunedì, aprile 07, 2008
Il dottor 'Baristo ieri mi ha fatto ridere.
Non so, deve aver espresso qualcosa che aveva in testa, non so, oppure deve avermi sfiorato con gli occhi, che se non lo sapete il dottor 'Baristo fa il solletico con gli occhi, sapevate?... comunque, ieri mi ha fatto ridere.
E mi han fatto ridere anche gli amici di San Gregorio nelle Alpi, un paese qui vicino, che confina con la mia vita da un po', e anche lì, non so bene cosa abbiano fatto ieri sera di così speciale, ma mi hanno fatto ridere. Anche in maniera piuttosto esuberante.
E mi hanno fatto ridere anche a Cusighe, due sabati fa, che ho ballato "Madonnina dai riccioli d'oro" senza pestar ciabatte, che ti scappa da ridere sempre quando vai a Cusighe, come se sapessi che quel giorno hanno previsto sole e te lo ritrovi per buona parte della vita...
Mi hanno fatto ridere, a dirla tutta, anche giovedì in servizio, che a me e al dottor Citrullo non ci volevano dare la mortadella, e abbiamo talmente potaciato che alla fine la mortadella ce la volevano tirare dietro...
Adoro sentirmi ridere.
Per me è sconvolgente accorgermi che al mondo, in questa vita, esistono persone, in carne ed ossa, reali, proprio che le puoi toccare...che mi fanno ridere.
Al di là della liberazione emotiva che la risata ti provoca, e se volete vi parlo anche dell'aumento delle endorfine... Dicevo, al di là del solito bla bla bla sulla risata, io quando rido mi voglio bene. Perché mi viene da sdraiarmi sulla sedia, se sono seduto, oppure sono tentato di scaraventarmi su chi ho vicino, quasi che la risata mi aumenti improvvisamente il peso corporeo, o forse è quello emotivo, e le mie gambe non riescano in quel momento più a sorreggermi.
Adoro sentirmi ridere.
Che sia dopo una barzelletta, una bella notizia o per una svista da buccia di banana.
Cirillo
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