Esperienze ed emozioni di un clown in corsia
Se volete scrivere ai clown belluno@dottorclownitalia.org

venerdì, giugno 29, 2007

A che punto siamo con la tempesta.

La tempesta sembra essere transitata bene.
Ha fatto quello che doveva fare. Ha bagnato qualche viso.
Ha spettinato qualche testa. Ha provocato più di un raffreddore.

Mi auguro che adesso la signora tempesta, perché tale sei, vecchia maliarda di una vecchia, possa transitare altrove, dove forse ce n'è più bisogno.

Mi auguro inoltre che il gruppo che presta servizio il venerdì ritrovi l'armonia, che da chissà quanto sta cercando. E non perda tempo a fare come la tempesta: un gran chiasso, un babbattoto di ratterotto, e poi via, che si sente che ha rinfrescato un po'. No. Mi auguro che al venerdì ci sia un po' di temporale, stronzo temporale. Perché poi arriva l'altro stronzo, l'arcobaleno, e tutti a fargli i complimenti.

Clown del venerdì!
Godetevi un arcobaleno, ogni tanto, boia l'orso!
E dategli pure dello stronzo, che se fosse per me, lo farei spuntare al contrario, così sembrerebbe molto di più un sorriso.

Viva il cangatto.

Con affeto, a tutti quelli del venerdì.

Dottor Cirillo
postato da cirillo alle 15:59 | link | commenti (3)
giovedì, giugno 28, 2007

Sono doppiamente amareggiato.

Fino a cinque minuti fa, su queste pagine, avreste potuto leggere alcune mie riflessioni e prese di posizione, che è proprio l'amarezza, e forse anche la rabbia, ad avermi dettato. Mi è stato chiesto di cancellare quelle righe, e l'ho fatto.

Tre cose.

Quest'associazione si permette di avere degli obiettivi. Non molti a dire la verità, ma alcuni ce li abbiamo, ed è ovvio che essi vadano rispettati e condivisi.

Quest'associazione è composta da più persone, tutte diverse tra loro, grazie a Dio, ognuna con la sua testa e il suo corpo e i suoi pensieri. Sta di fatto che se queste persone condividono gli stessi obiettivi, la strada da percorrere risulta sicuramente più facile, magari percorrendola tenendosi pure un po' per mano.

Quest'associazione non è un gioco. Non è un obbligo. Non è la vita di nessuno. E' fonte di emozioni, amicizie, traguardi, affetti, sensazioni, possibilità, anche incazzature e mal di pancia, certo. Ma non è un gioco.

Ora.

Io rimango molto amareggiato per il fatto che a volte queste tre cose sembrano scomparire. Sembrano affievolirsi, spegnersi come una candela.

Attenzione, amici miei.
Qualcuno scrisse "chi semina vento, raccoglie tempesta".
Io scrivo "A tirare troppo la corda, la corda si spezza".
Quindi, mandate pure la tempesta che volete, solo che ad aspettarla c'è Cirillo. Cirillo molto incazzato, se vi devo dire la verità. Vediamo la vostra tempesta che fine farà...

Dottor Cirillo
postato da cirillo alle 12:15 | link | commenti (3)
giovedì, giugno 21, 2007

PENSIERI (trovati in fondo al fondo dalla dottoressa Primavera)

Pensiamo ai bambini che lasciano ditate di cioccolata ovunque,
che adorano il solletico,
che saltano nelle pozzanghere e rovinano i pantaloni nuovi,
che rubano il cioccolatino prima di cena
che fanno i buchi quando cancellano il quaderno,
che non trovano mai le scarpe.

E pensiamo a quelli che fissano lo sguardo sul mondo da dietro un filo spinato,
che non saltellano per la strada con le scarpe da ginnastica nuove
che non hanno imparato a contare i fagioli,
che sono nati in luoghi dove noi andremmo neppure da morti., che non vanno mai al circo,
che vivono in un mondo in ultima classe.

Pensiamo ai bambini che ci regalano baci appiccicose manciate di liquirizie,
che dormono con il cane e seppelliscono il pesce rosso,
che ci abbracciano di corsa e si dimenticano i soldi per la merenda,
che sono sempre coperti di cerotti e cantano stonati,
che spremono il dentifricio per tutto il lavandino,
che devono rumorosamente la minestra.

E pensiamo a quelli che non mangiano mai il dolce,
che non hanno una coperta da trascinarsi in giro,
che guardano i loro genitori mentre li guardano morire,
che non trovano pane da rubare,
che non hanno una stanza da rimettere in ordine,
le cui foto non stanno nel salotto di nessuno,
i cui mostri sono veri mostri.

Pensiamo ai bambini che il martedì hanno già speso tutta la paghetta,
che fanno i capricci al supermercato e mangiano quello che vogliono,
che adorano le storie di fantasmi,
che buttano i vestiti sporchi sotto al letto e non risciacquano la vasca,
che aspettano la formichina quando gli cade un dente,
che non vogliono essere baciati davanti ai compagni di scuola,
che a messa non stanno mai fermi e urlano al telefono,
le cui lacrime ci fanno a volte sorridere e il cui sorriso può farci piangere.

E pensiamo a quelli che hanno gli incubi anche di giorno,
che mangerebbero qualsiasi cosa,
che non hanno mai visto un dentista,
che nessuno vizia,
che vanno a letto affamati e si addormentano col pianto,
che vivono e si muovono, ma non hanno una vita.

Pensiamo ai bambini che vogliono essere portati in braccio
E a quelli che devono essere portati in braccio per forza,
a quelli con cui non ci arrenderemo mai
e a quelli a cui nessuno dà una seconda possibilità,
a quelli che soffochiamo di attenzioni
e a quelli che afferrano qualsiasi mano abbastanza gentile di offrirsi.

Ina Hughes
titolo originale PREGHIERA
testo religioso modificato
postato da cirillo alle 13:39 | link | commenti
mercoledì, giugno 20, 2007

Uno specchio che non mi assomiglia.

Non sono io.
Se mi guardi bene, non sono io.
Chi c'è dall'altra parte?
Perché in fondo, lo specchio non è altro che "l'altra parte".
Quella in cui gli altri sono inseriti, quella in cui io non entrerò mai.
Perché io sono dalla mia parte.

E che parte è la mia?

Brutta. Mediocre. Insoddisfatta.
E' un po' come quando ti regalano una stanza e tu ci devi infilare i mobili. Ecco. Io mi sento come uno di quei mobili che stanno nella partemeno visitata della stanza. Che ne so... Dietro la porta?

Perché sto dietro la porta?

Perché la mia parte non è così interessante.
L'altra parte, quella dello specchio, quella sì che è interessante.
Guarda come sto bene. Guarda che bene starei...dall'altra parte.
Vorrei che la mia parte si addormentasse ora.
Vorrei dormire, e dormire tanto.
Vorrei che i giorni passassero, senza in realtà che ci fosse qualcosa di importante da fare. Vorrei essere distratta da altre parti. Che il mio sguardo si rivolgesse ovunque, tranne che su di me.

E allora perché guardo lo specchio?

Perché da me non posso scappare.
Però posso immaginarmi dall'altra parte.
Dall'altra parte. Dove tutto sembra in piedi.
Dove tutto sembra ben posizionato, e non nascosto dietro la porta.
Dove tutto sembra più ordinato e meno ciccione.
Dove tutto è più facile.

Perché questo specchio non mi assomiglia, in realtà?



VORREI, LO GIURO, VORREI CHE CERTI SPECCHI SI ROMPESSERO.
VORREI CHE ALCUNE PERSONE, DI UNA MERAVIGLIA QUASI ESSENZIALE, SI ACCORGESSERO DI QUANTO SPECIALI SIANO, SENZA RICORRERE A UNO SPECCHIO.
VORREI CHE NON CI FOSSE L'UNA O L'ALTRA PARTE, MA UN PRESENTE IN CUI PROBLEMI E DIFETTI CI SONO, PER FORZA, E CONVIVONO CON PIACERE E SERENITA'. IO DISEGNEREI IL SOLE. SOLTANTO QUESTO. OGGI DISEGNEREI IL SOLE, E LO REGALEREI A CHI HA UN CIELO DENTRO PIU' O MENO GRANDE COSI'.
VORREI CHE ADESSO MI ARRIVASSE UNA TELEFONATA.

CIRILLO
postato da cirillo alle 17:47 | link | commenti (2)
martedì, giugno 19, 2007

Abbiamo camminato e ...camminato,...
..sulla cadenza dei nostri canti,
..dei nostri pianti,
..dei nostri pensieri,
..delle nostre riflessioni...

Camminato e camminato,
..nessuno si e' lamentato che forse,
sarebbe stato piu' opportuno prendere un autobus in piu' o un taxi.

E così abbiamo potuto "perdere del tempo"...
sì perche' oggi si puo'considerare una vera arte di abilita',
una vera magia.
Perdere tempo,...per noi stessi,...
per fare silenzio,...
per ascoltarci...

Ci siamo stancati,
abbiamo barcollato,
qualche vescica ai piedi ci ha anche ricordato un po' cosa possa essere la sofferenza ,
siamo inciampati,
siamo caduti,
ci siamo fatti anche un po' male,
.. ma...
un sorriso lo abbiamo portato!!!...


e...ci siamo anche rialzati...
Tutto questo..."insieme".


Ci sono un sacco di persone che girano a vuoto ...
Mark Twain diceva: "Quando le persone hanno perso di vista la meta, raddoppiano le loro premure". Chi ha perso la meta, corre sempre.
Ma se si vive sempre e solo correndo, non sentendo i richiami dell'animo che ha bisogno di silenzio, di conoscersi,di Dio, di spiritualità vera, di pace..., si corre il rischio di sprecare tante energie e non arrivare da nessuna parte.
Certo è molto più facile occuparsi di centomila cose che fermarsi, sostare, fare silenzio, stare con noi stessi.
Può apparire gratificante consumare ogni minuto della propria giornata nell'illusione di essere utile a qualcuno, di star facendo qualcosa, di buono, di spendere bene il tempo per dirti non hai tempo...
Ma forse questo altro non è che fuggire da se stessi, narcotizzandosi nel fare per non essere.
Il Camminatore sapiente è colui che si impone delle soste per recuperare energia, è colui che considera e verifica il cammino perché ha chiara la meta".

Camminare per le strade di Bucarest e' stata un'occasione per pensare al cammino della mia vita, per aprire i miei tombini, entrare nei miei buchi neri,nelle mie fogne ,nei miei deserti e riscoprire la bellezza e pienezza della vita.

Cristina.
postato da cirillo alle 17:34 | link | commenti

Vorrei trovare un'immagine..
Sai di quelle immagini che hai detto tutto e non servono parole
..c'è tutto dentro..tutto..
di quelle immagini che ti si spalmano in faccia..spllaaassshhh..e via..


Come si fa a trovare un'immagine per Bucarest??
Bucarest è una foto in bianco e nero..ma più nero che bianco..
Che quel nero ti si appiccica addosso e fa fatica ad andare via..
Te lo porti dentro..


Sai com'è stato?? Non ti sei messo a testa in giù?? Da piccolo, quando un giorno hai pensato che il mondo non è mica solo quello che si vede..nossignori..ce n'è un altro e allora giù..gambe e piedi appoggiati sul muro e giù..a testa in giù..e ti sei pure messo a pensare.poi però t'è venuto mal di testa..perchè ti hanno detto che mettersi a testa in giù ti va il sangue al cervello..

Però avevi ragione.da qui si vedono cose che prima non avevi visto..
Tipo quella piccola crepa sul soffitto..che non la vedi se non ti metti a testa in giù..neanche se ti ci metti d'impegno!!


E' stato come percorrere il profilo increspato del mondo ed essere arrivati dall'altra parte..a testa in giù..che ti è andato tutto il sangue alla testa e non capisci più niente..


Bucarest è l'altra parte..è una crepa sul soffitto che non avevi visto prima..
E' avere il sangue al cervello che nn sai più dove sei..chi sei..quando sei..
perchè a Bucarest il tempo ha un corso tutto suo..'non c'è prima, c'è solo durante e dopo' il prima non esiste..
Bucarest è da vivere e basta..che non te la posso raccontare tutta perchè è grande..non mi ci sta dentro alle parole..


Però a Bucarest per fortuna ci sono le strade..le puoi correre..le puoi annusare.le puoi camminare tutte finchè non ti stufi..che se vuoi ce n'è ancora..
Ci devi stare attento però..perchè lungo le strade puoi cadere..ti puoi fare male..
Ma puoi anche incontrare..e allora lì..Bucarest ti cambia..proprio lì..ti cambia..


Allora arrivi alla piazza principale, si chiama piazza Unirii..dove c'è il Mc Donald, il centro commerciale, i grandi palazzi con i cartelloni pubblicitari..poi da lì..prosegui dritto..alla tua destra c'è anche un grande negozio di articoli sportivi..a quell'altezza attraversa la strada...occhio però: devi stare attento ad attraversare..corri se puoi..
perchè le persone non hanno più tempo per fermarsi..non hanno più tempo!
Poi da lì prosegui sempre dritto non è difficile..e in una stradina a sinistra.....lì c'è una casa che non è una casa..ma c'è musica gitana..che te la puoi ballare tutta..e poi ci sono le filastrocche dei bambini..


E poi??e poi vai dall'altra parte della città..Bucarest è grande..enorme..è un po' lontano da qui..ma se vuoi ti accompagno..
E' in uno spazio aperto..e ci entri per un buco sulla rete di recinzione.....e lì tutto tace..c'è silenzio..silenzio bianco..o forse..forse nero..


E Bucarest è sguardi, è occhi..
occhi che si cercano..
occhi segnati..
occhi che hanno dentro tante domande e che ti interrogano.....inevitabilmente....ma il perchè non lo so neanche io..nessuno lo sa..
occhi profondi che ti perdi se li incroci.
occhi smarriti..
occhi azzurro cielo sporco..
occhi che si trovano in un giorno ovattato..in un tempo senza tempo..in una crepa sul soffitto.


E Bucarest siete voi..uno ad uno..dietro, a fianco, davanti che non importa..ma insieme..lungo il filo steso del mondo..a camminare a testa in giù..
E se ci verrà ancora mal di testa, perchè un po' c'è già venuto e un po' ci sta andando via..basterà guardarci intorno..a trovare gli occhi..e le mani..degli altri..
Perchè lo so che ci siete ancora..e proprio per questo mi mancate!!uno ad uno..


Un abbraccio a ciascuno..a ciascuno diverso..
Giulia
postato da cirillo alle 17:31 | link | commenti
mercoledì, giugno 06, 2007

Ode ai "sassaresi" che si sono presi cura della nostra presidentissima Cannuccia per una settimana intera, sotto pioggia, grandine e ottimo mirto!

L’innamoramento è.
Prendere un prato. Sfogliare il prato. Sedere sul prato.
Guardare. Vedi tu se è pomeriggio tardo o inizia il mattino.
Sta di fatto che, l’innamoramento è.

Scommetto che il mare non l’avete mai disegnato.
Ora.
Prendete la matita, quella che vi assomiglia di più.
Tracciate il mare.
Il sale. La sabbia. Il cielo. Il caldo. Il rumore. La voglia di innamorarvi dentro, non fuori. Perché nel mare ci si innamora dentro. E adesso questo dentro disegnatelo.
Un’onda. Due onde. Tre onde. Un cielo.

Voglio innamorarmi con voi dentro.
Fate spazio. Non prendetevelo tutto, questo mare.
L’ho disegnato anch’io, una volta.

Vi auguro un dentro. E poi il fuori, però più in là.
Come la serenità.

L’innamoramento è.
Indossare il mare in faccia, color rosso pastello, anche acceso.
Aprire le mani alle onde, al rumore di chi c’è.
Fare vento, muovere i contorni degli ombrelloni del cuore.
Costruire castelli di sabbia in corsia.
Trovare una stella marina a letto.
Vedere il fondo di chi ti guarda.

L’innamoramento fa parte del mare. Fa parte di me.
Fa parte del dottor Cirillo.

A voi il compito, in questi giorni, in questa vita, di trovare il mare ai piedi di un letto.

L’innamoramento è.
Immaginare che il cuore non lo tenete tanto perché ve l’han dato, e non sapete dove metterlo.

Mi sono innamorato di voi.

A presto, Cirillo
postato da cirillo alle 13:54 | link | commenti (4)