Esperienze ed emozioni di un clown in corsia
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giovedì, dicembre 14, 2006

Vorrei avere un'altra impressione.
Fermarmi dove posso, anche solo con un piede.
Poi cercare un'attenzione, e vedere se qualcuno si affaccia.

Facevo i conti qualche giorno fa.
In tasca a me, e a questo punto in tasca anche a qualcun altro.
Ho messo in fila un po' di cose.
Come si fa alla fine di ogni anno.
Di ogni mese. Di ogni settimana.
Di ogni giornata.
Quando vado a dormire, trovo sul comodino una pila di libri.
Alcuni con il segnalibro, altri senza, anche se magari li ho già iniziati. Altri ancora da aprire, che intanto ci pensi la polvere.
Ho messo in fila questi libri, come ogni scrittore fa con le parole.

Ho messo in fila quanto è stato fatto dai dottor clown negli ultimi mesi.
Spettacolini, testimonianze, serata India (domani siamo ad Arten di Fonzaso, domenica a Santa Giustina - Belluno), cene, riunioni, trasferte e ospitate. Non ci siamo fermati, assolutamente. Anche se magari da un po' di tempo su queste pagine virtuali non trovate propriamente le esperienze di un dottor clown, ma di Cirillo e basta. Che poi, per qualcuno, sono un po' la stessa cosa. E a dirvi la verità il motivo del perché sia accaduto tutto questo non saprei proprio spiegarvelo.

Quel soffitto chiamato felicità.

Ogni volta, in questa vita, ci tocca da qualche parte ricominciare.
Quando al termine della giornata hai messo in fila, sai che il giorno dopo potrebbe succedere di trovare nuovamente tutto in disordine.
Io lo chiedo sempre ai bimbi dell'asilo a cui insegno inglese durante la settimana: "Quando vedete una fila, fatemelo sapere"... E loro sono già pronti ad uscire, che la porta sanno benissimo che puo' essere aperta, e allora, altro che fila, vediamo chi esce per primo.
Mettete in fila i vostri errori. I tempi morti.
Le gocce cadute da un rubinetto.

Te, comincia a mettere in fila le tue responsabilità, và!
Ci sto provando.
Ti sembra di aver fatto un bel lavoro?
A volte ne sono soddisfatto, è vero, altre volte per niente.
E' questa la vita che ti immaginavi 5 anni fa?
No, ma ritengo di essere stato coerente con la mia testa.
E quindi?
E quindi vuol dire che non si puo' pensare di avere una sola vita, in questa vita.
Ti pare un discorso intelligente?
E le tue, ti paiono domande intelligenti?
Credi in ciò che stai facendo?
Abbastanza per poter pensare di stare bene, in certi momenti.
Perché, negli altri come stai?
Relativamente male, ma è forse una colpa?
E cosa fai quando stai male?
Mi osservo.
E cosa vedi?
Vedo che questa faccia qua in altri momenti ha sorriso, queste mani qua in altri momenti sono state bene, queste gambe qua in altri momenti hanno corso. E allora cerco chi mi può far sorridere, cerco qualcuno da prendere per mano o che mi prenda per mano, cerco prati dove correre.
E li trovi sempre?
Per adesso mi ritengo fortunato.
Sai che c'è chi sta male di frequente?
Sì.
E cosa dovrebbe fare?
Non lo so.
Hai mai pensato di iniziare a fumare?
Quando aspetto qualcuno e non so che cazzo fare.
E' vecchia Cirillo questa battuta, devi rinnovarti.
Non sono il capo di vestiario di nessuno.
Adesso sei retorico.
E tu un rompicoglioni.
Hai mai pensato di andartene via?
Sì. In passato sì. In questo momento non mi viene in mente, ma perché forse ho altre cose a cui pensare.
Sei felice?
E poi quello retorico sarei io?
Ritieni di aver fatto bene?
Ritengo di aver fatto l'amore con la mia vita in questo 2006. Di aver rischiato. Di aver pianto diverse volte, quasi sempre a ragione. Di aver calcolato male i tempi. Di aver vissuto qualcosa di mio. Di aver fatto i conti con i sensi di colpa. Di aver voglia di passare. Proprio di passare, in modo che ogni tanto qualcuno mi fermi.
Pensi di aver detto abbastanza?
Penso di non aver ancora finito.

Mettete in fila. E date una direzione, ai vostri pensieri.

Cirillo
postato da cirillo alle 16:04 | link | commenti (4)