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martedì, novembre 28, 2006
Come quando piove, che se non la prendi tutta, non puoi dire di esserti bagnato.
Dicono che sono innamorato, che mi sono appassionato ad un'altra vita.
Dicono che bisogna fare i conti a volte, e per farli bene ci vogliono non due, ma quattro mani.
Dicono che si sta bene a star bene.
Hai presente quando qualcuno ti legge qualcosa?
E tu assapori la sua lettura, la sua voce, le sue cadenze, come se n realtà stesse guardando te e non le parole su una pagina?
Hai presente quando incontri in uno sguardo tutto quello che c'è dentro?
Io gliela dedico, questa cosa.
Qualsiasi effetto possa suscitare.
Come quando piove, che se non la prendi tutta, non puoi dire di esserti bagnato.Così quando t'innamori, che se ti ripari da qualche parte, ti toccherà aspettare che finisca.
E sono bagnato fradicio, adesso.
Andrea
martedì, novembre 21, 2006
Non so se sarò mai papà.
E' chiaro che ti viene da dire "mi piacerebbe"...
E' chiaro che ogni tanto ci pensi.
E' chiaro che a volte ti ritrovi ad aver voglia di raccontare una storia o di costruire qualche nave spaziale con i Lego.
Non ho paura.
Non credo che si possa sbagliare, nel presentare il mondo a qualcuno.
Vedi?
Ci sono le guerre, quelle con due erre, che fanno molto male.
C'è l'ignoranza, che permette la vilenza, su un tuo simile, su un altro essere umano.
C'è l'arroganza, che come una danza, sta prendendo per mano i più giovani, e li sta trasformando a poco a poco in vite senz'aria.
C'è l'ipocrisia, quella che ti permette di bere a più non posso, per nascondere il fatto che per una sera non hai un bel niente da dire.
C'è la bugia. C'è la distanza. C'è il pensare di avere sempre ragione, perché il torto puoi benissimo lasciarlo agli altri.
Vedi, stellina mia, ti presento il mondo.
Adesso, adesso che l'hai conosciuto, e gli hai stretto la mano, perché in fondo te l'ho imposto io, fammi un piacere. Il primo e l'unico probabilmente che ti chiederò in questa vita.
Incuriosisciti.
Fidati delle persone, di quelle che incontrerai, anche di tanto così.
Se indossano simboli, se dimostrano di avere una fede, se camminano zoppicando, se non sanno parlare, se vengono da lontano, ti prego, incuriosisciti.
Leggi. Scrivi. Impara delle poesie a memoria. Guardati un film e vai a teatro.
Ascolta tutto ciò che ha un suono, da una composizione lirica al ronzio di una mosca.
Incuriosciti alla vita come faresti con la tua prima torta di compleanno. Che non sai che gusto ha, ma quella candelina, e il colore della panna, e la forma, e il piatto che sa di gelato...
Incuriosisciti.
Se puoi corri da qualche parte, e cammina se c'è un bel paesaggio.
Fidati, fidati di chi ti sta accanto, anche se a volte si comporterà in maniera incomprensibile.
Non dimenticare. Cerca di ricordare anche il numero dei petali di un fiore che hai visto, le volte che Bob Dylan pronuncia la prola "wind" in qualche sua canzone, il fatto che certi quadri di Van Gogh abbiano più da dire che un intero libro di Alberoni.
Cerca di imparare a stupirti, che poi ti viene meglio un disegno o un tema d'italiano.
Incuriosisciti per quello che combinano i tuoi amici, anche se sempre presente non potrai essere.
Se hai del tempo, buttalo nche su un letto, come faresti con qualsiasi tipo di rivista musicale.
Non pensare di riuscire a mettere dell'ordine, che alla fne scoprirai che non ne verrà la pena.
E poi, poi fai quello che vuoi.
Che ti piacciano i gatti o che alla fine ti ritroverai a fumare, a me basta che questo piacere tu me lo faccia: incuriosisciti.
Sta qui il trucco.
Sta tutto qui.
Me ne frego di chi picchia i propri compagni di classe per puro divertimento.
Alzo le spalle di fronte all'ennesima buguia raccontata da un politico.
Sorrido al fatto che ci sia ancora qualcuno che se ne vada in giro ad alzare il braccio destro teso nelle piazze o il pugno chiuso ai concerti.
Senza contare quelli che a 7 anni hanno il telefonino, e non sanno neppure come va a finire Cenerentola.
Non ho paura. Non voglio avere paura di questo mondo.
Io ci sto bene quaggiù.
Con tutta la merda che ogni giorno provano a roversciarmi addosso, io comunque ci sto bene.
Perché sono dalla parte "giusta" del pianeta, vero.
Perché praticamente non mi manc niente, vero.
Perché ho avuto la possibilità di studiare, di lavoricchiare, di incontrare persone di cui mi sono innamorato e a cui ho voluto bene, vero.
Perché la salute ce l'ho, e pure una famiglia, vero.
E' che ci sono i sentimenti. C'è la fantasia, le emozioni. Ci sono le gambe, le mani. C'è il cielo, i libri, le fotografie, e anche il pane.
E i dischi, il pianto, il sorriso, le voglie, le facce, la possibilità di imparare. E soprattutto, di incuoriosirsi.
E allora non so se sarò mai un papà.
Ma se dovesse capitare, io il mondo a mio figlio lo presento.
E se nascerà tra loro un'amicizi, di quelle vere, beh... avendola provata, ne sarò contento. Di Dio, della politica e dell'amore, lascio carta bianca, perché sono sicuro che sarà più bravo di me.
Cirillo.
PS: date una possibilità ad ogni bambino, se potete.
giovedì, novembre 09, 2006
Per caso.
Per caso non siamo andati a trovare Linda.
Per caso è morta il giorno dopo.
Avere un albero alla finestra.
Guardarlo ogni mattina, osservarne i cambiamenti, tentare di contare quante foglie mancano all'inverno, ascoltarne il suono, riconoscerne la saggezza tra le rughe.
Foglie cadute, appena sotto.
Piano piano ricoprono silenziosamente il terreno.
L'albero continua a starsene alla finestra.
E tu niente.
Tu non vai a camminarci su quelle foglie.
Tanto staranno per un bel po' lì. Non si staccano più da lì.
E l'albero fermo.
Guai.
I rami piano piano si svestono dei loro pensieri.
Non ci sei mai quando ne cade uno nuovo.
Mai.
E l'albero inperterrito.
E te alla finestra.
Una mattina scosti la tenda.
Freddo e tempo si son portati via l'ultimo sprazzo di colore.
Con l'ultima foglia caduta, ti hanno spogliato dell'ultima sicurezza.
E l'albero fermo. Non si è mosso. Non si è rivestito.
E tu, alla finestra.
Per caso non siamo andati a trovare Linda.
Per caso è morta il giorno dopo.
A trent'anni.
Alla finestra a guardare la stagione che passa.
E lei che ci invita a scendere, ci butta le sue cose persino per terra.
E noi alla finestra.
E lei rimane ferma, non si stanca.
E poi passa fino a finire.
E' che abbiamo costruito delle case pesanti.
Delle finestre solide.
E le stagioni lo sanno.
Cirillo
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