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lunedì, settembre 11, 2006
Sto mettendo i denti di latte.
Che a guardare ho già cominciato.
Tutto dal basso.
A meno che qualcuno non si affacci, e mi raccolga, mi porti in alto, mi sostenga lassù, dove ancora non posso arrivare da sola.
Ho due occhioni che per adesso vedono a righe.
Oppure si accontentano di un soffitto.
La pancia fa più del suo dovere.
Si gonfia, certo, ma poi rotola, si strofina, se ne sta all'insù, si tuffa, si distende, si mostra per quella che è, quasi contenesse il cuore.
Ho la bocca grande e pochi capelli.
Ma aspetto di diventare grande, per trarne un giudizio.
Poi ne riparliamo.
Ho la pelle scura che con il pannolino centra poco o niente.
Però so già fare dei discorsi, a braccio, non è che me li preparo.
Dipende da chi si affaccia alla mia vita.
Di solito sorrido a tutti.
Anche perché tutti sorridono a me, quindi, dico io, perché non contraccambiare?
Sarà che in faccia ho tutto grande: bocca, occhi, fronte.
Sarà che in pancia ho tutto grande, dal cuore allo stomaco... anche se a volte di mangiare proprio non mi va...
Sto mettendo i denti di latte.
E ti mordo le dita. Ci provo. Le sento mie, ne approfitto.
E a te piace, lo so, perché se no non me infileresti in bocca.
E la vita funziona un po' così, no?
Ci sarà sempre quello che sta mettendo i denti da latte.
E ti sorriderà.
E sarai te, alla fine, a giocartela, a decidere di infilargli un dito in bocca, perché comunque chissà che effetto che fa...
Due persone s'incontrano anche così, no?
Imparare a fidarsi l'una dell'altra, anche giocando, anche cercando chi sta mettendo i denti da latte...
Non so quale sarà il mio destino.
Spero di crescere un po', quello sì, perché il mondo a righe e i soffitti, dopo un po' ti annoiano.
Spero di mordere ancora tante dita, per adesso.
E poi qualcuno deciderà che le dita vanno infilate tra le mani, e magari mi accompagnerà a scuola.
Ma non ci pensiamo, dai, lasciatemi masticare ancora per un po'.
Che se non ho una mamma e un papà, che almeno abbia tante dita.
(A Kim, un bacio, quello che non ti ho mai dato)
Cirillo
martedì, settembre 05, 2006
Maglietta fazzoletto.
Maglietta da bucato, che a stringere esce il sapone, lo sporco e il sudore.
Maglietta regalata, e già indossata.
Maglietta colorata, tirata, allargata.
Maglietta firmata da tutti.
Maglietta condivisa.
Maglietta tolta la sera.
Maglietta che sa di qualcosa, di te, del mondo intorno.
Maglietta a maniche corte, maglietta a maniche lunghe.
Maglietta su misura per il mondo che c'è.
Maglietta macchiata.
Maglietta arrotolata nello zaino.
Maglietta annusata.
A macchie, bagnata, scolorita.
Maglietta testimone.
Maglietta fotografata.
Maglietta, la prossima volta la pancia la nascondo meglio.
Maglietta troppo uguale.
Maglietta dimenticata.
Maglietta che ti viene da ridere.
... ho portato in India con me qualche maglietta ...
Alcune sono rimaste. Altre me le sono portate indietro.
... così le lacrime ...
Siamo tornati, nasi rossi.
Siamo tornati.
Cirillo
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