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venerdì, luglio 21, 2006
Se il clown ti viene male, non buttarti giù.
Rischi di trovare un materasso a dondolo, che oscilla, e oscillando accompagna le maree. Ma la luna è gelosa delle sue maree e non illumina ma quel materasso su cui rischi di cadere. E così ci vuole una luce, di quelle a lampione, magari su un viale, che c'è pure un albero, su cui quella luce disegna geometrie. E quelle geometrie ti paion animali, alcuni buffi, alcuni rari. E te li racconti, prima a te, alla tua anima, poi a chi vuoi bene, e poi a chi incontri in ospedale. E una parete li vorrebbe aver per poster. Ma come fai a far la foto o il disegno a un'idea, a una fantasia. La mangi, la inghiotti, ne assopori ogni gusto, come si fa quando t'innamori di una pagina scritta, perché li vuoi trovare ciò che vorresti sentirti dire. E se le cose vanno male, ti fanno pensare, e poi piangere, che una finestra non t basta per respirare, allora fai pugno con la mano, guarda il soffitto e recita un pezzo di libro che a mente ti rcordi. E a quel punto una nuvola, ti parrà strano forse, prenderà la forma del tuo racconto, da qualche parte nel mondo, ma nessuno ne intuirà la presenza. E ciò che avrai fatto in realtà non sarà servito a nulla, perché in fondo ciò che hai imparato fino ad ora nella vita viene ogni giorno smentito o rivoltato. E non è colpa tua, e non è colpa sua. E' colpa di un materasso che oscilla, su cui rischi di cadere quando clown ti va male. E quando qualcosa di importante, che sia l'amore o che ne so, il proprio padre, se ne va, così com'era arrivato. E a te non dicono mai niente, perché in fondo hai scelto di vivere, mica di startene da qualche altra parte.
Cirillo
(il mio testamento)
giovedì, luglio 20, 2006
Sono in giro da alcune settimane con la carovana delle stelle cadute a far teatro. ...e allora lascio al dottor Paolino raccontare quel che è capitato in corsia giovedì e venerdì scorsi.
"Giovedì a Feltre, con la Dottoressa Tabata, un giovedì strano… Per la prima volta solo in due per tutti gli impegni che si chiamano vita!
Di solito siamo almeno in quattro e spesso ci son così pochi bambini che due “riposano” seduti sulle sedie della sala d’aspetto…
Questa volta i bambini sono sei, molti più del solito ma questo non ci spaventa, forse complice l’atmosfera tranquilla e serena che si respira nella pediatria di Feltre e sicuramente la complicità che si crea tra noi partiamo e con una serie di bolle e trucchi magici e storie e fiabe inventate e…quanti e…quante cose sono uscite dalle nostre borse quella sera…
Suor Annarita ci ha definiti dei magi (non ho sbagliato il plurale, credo che il nuovo berretto del Dott. Paolino l’abbia tratta in inganno. Anche se i Dottor Cirillo mi definisce il puffo…), dopo essere riuscita a prendere la linea e contattare le colleghe al campeggio visto che accompagnava un bimbo in trasferta da Ravenna.
Abbiamo incontrato la prof d’italiano di Tabata. In mezzo a loro due che chiacchieravano amabilmente sono partito con il domandone alla De Filippi:
“maaaa!!!....com’era a scuola la nostra Tabata?”
E qui il colpo di scena!
He he he!...non lo dico.
E tra storie di delfini che vivono in una piscina piena d’acqua frizzante e la differenza di rumore tra un martello che colpisce un chiodo e lo stesso martello che colpisce il dito, tra bolle di sapone e magie come siamo arrivati, siamo tornati alla calura esterna.
Una cosa vorrei aggiungere, anzi due! Anche questa volta un servizio in punta di piedi, un servizio sottovoce…meraviglioso!...sereno!
La differenza tra un tennista ed una massaia?
Nessuna, entrambi fanno i servizi….
Questa ha fatto impazzire un piccolo tennista in erba ricoverato per curare il ginocchio della lavandaia….
E poi venerdì.. e che venerdì!!!!
Angela finalmente ha visto il reparto, benvenuta!
Che venerdì! Non ho mai visto così tanti bambini, ne abbiamo combinate di tutti i colori (a disastri non mi batte nessuno), quattro gagliardi clown a girare di stanza in stanza (16 bimbi…un record).
Le ferie di un’amica da ascoltare tra scherzi telefonici alla mamma e poi alla nonna, le ferie in montagna tra i boschi, alla domanda se aveva visto le cerve (che in quella zona pullulano) mi ha risposto di no… per forza, si avvicina la stagione della caccia e si stanno allenando a mimetizzarsi… facendo le capriole!!!!!
T. stava cercando di godersi un po’il fresco che entrava dalla finestra, preludio d’un temporale estivo, per questa volta ha preferito dedicarsi a parenti in visita.
Per due ore abbiamo raccontato storie, fatto credo 2 miliardi e mezzo di bolle, ad un certo punto ho perso di vista Sbriciola e Titta e le ho riviste in spogliatoio.
Una serata incredibile in compagnia di Angela, che ha dovuto sopportare tutte le mie barzellette e le fantasmagoriche storie. Un viso mi ha colpito in particolar modo ( ed ora i maligni si chiederanno quale infermiera poiché ce n’erano due nuove), una bimba di 5 anni…radiosa…non saprei come altro descriverla con il sorriso più bello del mondo. Quando mi sono tirato un’elasticata con il palloncino prima di gonfiarlo, si è fatta seria ed ha esclamato:
“Certo che sei un po’ pindolo, dr. Paolino!!”… Credevo di impazzire…
Mamma mia quanto abbiamo riso stasera.
Una serata fuori della norma…da non venir più via!
E quante cose ancora da dire. Davvero tante, condivise con tre persone incredibili…".
Dottor Paolino
martedì, luglio 18, 2006
Luca, ora, può sentire, e non soltanto vedere, le stagioni.
Può sentire lo scoppio di un palloncino e la barzelletta del dottor Paolino.
Può girarsi dalla parte giusta, se un amico lo chiama.
Bravo Luca. Sei stato più forte di quanto noi potessimo pensare. E quei suoni te li meriti tutti, e ti piaceranno, vedrai.
Questa la lettera che i genitori del piccolo Luca, nato sordo, hanno spedito al nostro gruppo per ringraziarci di quanto fatto in questi mesi, a sostegno di un'operazione che Luca ha subito alcuni giorni fa. E che ha dato esito positivo. E che permetterà a Luca di sentire. E che ti viene da ringeaziare la musica, per forza.
"Cari amici…
il destino può colpire le persone a noi più care e nel nostro caso il piccolo Luca che senza colpe, deve già da piccolissimo, faticare per raggiungere obbiettivi che dovrebbero essere scontati o dati, almeno per i più fortunati.
Scoprire che era nato sordo è stato un colpo durissimo.
Ma adesso guardiamo solo avanti…fortunatamente ci sono i mezzi per aiutare Luca a sentire e a parlare, sarà arduo ma possibile, è quindi diventato per noi, l’obbiettivo da raggiungere.
In questa triste situazione ci sono però anche note liete, abbiamo trovato oltre all’amore dei nostri cari e degli amici anche l’amicizia di persone che neanche conoscevamo, ci siete stati davvero d’aiuto sotto tutti gli aspetti; ci da grande conforto sapere che persone come voi, lavorano per dare gioia e aiuti concreti ai nostri bambini, che sono meno fortunati di altri.
Una promessa possiamo sicuramente farvela, Luca potrà ringraziarvi di persona, perché dopo l’intervento chirurgico e la dura riabilitazione, sarà in grado di sentire e parlare e questo crediamo sia il regalo più bello per tutti quelli che come voi ci sono stati vicini.
Grazie di cuore per tutto quello che avete fatto per noi con sincero affetto e gratitudine, siete stupendi…"
Luca, Manu e Fortu
lunedì, luglio 17, 2006
Il diritto alla tristezza.
C'è quel "bene" che non mi viene sempre.
Mi dispiace.
Non che sia affetto da qualche malattia particolare o che abbia avuto qualche lutto in famiglia ultimamente, no...
E' che "bene" non mi viene sempre.
Non ho voglia di sbatterlo in faccia alle persone. Non mi va.
C'è chi ha gli occhi che mi permettono di risponderle "bene".
C'è. E ti viene bene, allora, quel "bene".
Ma quando ti domandano "come va?" e tu dici "abbastanza bene", tutti ti guardano come se avessi decretato la fine della tua felicità.
A parte che quest'ultima è raro che compaia, se proprio non siamo assueffati da qualche tipo di fede religiosa che ci indica la via, e lì per forza dobbiamo finire... Dicevo, credo insomma che "abbastanza bene" possa andare come risposta, no?
Cos'è che non va in "abbastanza bene"?
C'è forse un pizzico di pessimismo di troppo? Non credo...
C'è forse dell'infelicità cronica? Nemmeno...
C'è allora un continuo appoggiarsi alla lamentela? No, non penso...
Non lo so.
Mi accontento della mia serenità.
A volte mi viene anche un po' da piangere.
Altre volte sono stanco, ma non fisicamente... proprio negli occhi, nelle mani, nella testa...
A voi non capita mai?
Voi non vi fermate mai un attimo a guardare dalla finestra che le foglie fanno rumore? E che tanto le potete sentire solo se la finestra è aperta?
Se il mondo fosse chiuso in un armadio, sono sicuro che mia vita se ne starebbe in fondo a un cassetto del comodino.
Va bene così. Vedete che riesco a dirlo anch'io?
Ma va bene così. Perché a volte guardare per un po' ciò che c'è appena sopra di me, mi dà dello spazio, che durante la vita quotidiana spesso non ho. Mi dà la possibilità per esempio, adesso, di riempire questa pagina.
A un mese dalla partenza per l'India.
E lì, cos'è che rispondono quando gli chiedi "come va"?
Dì.
Ci sono occhi che in uno scaffale di una libreria sono meglio di qualsiasi libro di poesie.
Va abbastanza bene, amici miei.
Se no, che stelo di margherita sarei?
Gli alberi ad alto fusto mi sono sempre stati un po' qua.
Un sorriso però non ve lo nego.
Perché non va male, va bene. Come dovrebbe andare, al sottoscritto.
Cirillo
martedì, luglio 11, 2006
C'è chi scrive, e chi sta a guardare la vita...
Qualche giornata passata un pò col naso rosso un pò no...
A padova, per provare un'esperienza diversa, trovare vecchi e nuovi amici come il Dr.Calabaza (assente) o la dottoressa Sardina (un'altro clown "tascabile" ma stupenda!)...
Km macinati insieme ad Elio tra Padova e Vicenza...per incontrare vecchi e nuovi clown...forse solo per guardarci in faccia...per ascoltare storie..raccontare...
Condividere un pezzo della nostra vita... Per far si che non si fermi tutto ad un unico corso ma che le esperienze degli altri possano insegnarmi qualcosa...
In una settimana mi è stato regalato il mondo...un mondo fatto di sguardi, sorrisi, parole...
Vorrei dire grazie...per tutto ciò che mi sta "capitando"...a chi mi ha sopportato durante una serata al P.S. di Pd, una serata "Magica" in compagnia di Angela (clown ancora senza nome) e Sardina, tra pinguini, cavalli sbadiglianti e il FAGIANO...una serata che non dimenticherò molto facilmente.
E non posso dimenticare i tentativi della dottoressa Coccola nel raccontare le barzellette...con alterne fortune...mitica!
Tanto tempo passato col naso rosso e tanti bei momenti da portare con me...
Non riuscirò mai a scrivere tutto, troppe cose da raccontare...
Ecco ciò che mi viene ancora da dire è grazie...a tutti...
Dr.Paolino
A parole mie non riuscivo a descrivere ciò che ti lascia un'esperienza
come quella di Villa Anna...ma forse Gianni Morandi ci è riuscito...
quindi ti mando il testo di questa canzone... Dottoressa Cannuccia
Album: L'Amore Ci Cambia La Vita
Titolo: Il Mio Amico
Il mio amico cammina
che sembra un pendolo
attraversa la strada
e tutti lo guardano
in questo mondo veloce si muove a fatica
ma tu guarda che razza di scherzi ti fa la vita
il mio amico e' sempre stato cosi'
fino da piccolo
con la faccia bambina e impaurita
che sembra un cucciolo
quando parla il mio amico farfuglia piano
e le parole nell'aria si sciolgono
come venissero da lontano
ma il mio amico è il mio amico
e solo io so com'è
lui ha un cuore pulito che un altro non c'è
il mio amico quando è solo ascolta canzoni
e ad ogni nota riaffiorano in lui
vecchie e nuove passioni
quando tu sei arreso e non sai cosa fare
lui ti dice addormentati e prova a sognare
vorrei essere anch'io cosi' ingenuo e felice
invece corro da sempre e non trovo mai pace
il mio amico almeno e' una bella persona
uno strano violino con le corde di seta
in un mondo distratto che cinico suona
questo grande concerto che in fondo è la vita
il mio amico non parla mai di odio e sfortuna
anzi dice era peggio non essere nato
non avrei mai potuto vedere la luna
e tutte le altre bellezze che Dio ha creato
Il mio amico a volte scompare e non lo vedo piu'
anche lui soffre mesi d'amore
e non li manda giu'
gli succede di solito con una sconosciuta
e ogni volta ancor prima che inizi
è una storia finita
ma il mio amico è il mio amico
e solo io so dov'è
se vuol farsi trovare, se ha bisogno di me
o se invece vuol stare per giorni a parlare
sulla spiaggia da solo con le onde del mare
il mio amico che gioca con gli occhi a pallone
ci incoraggia e soffre anche in allenamento
lui da bordo del campo comanda l'azione
ondeggiando leggero come grano nel vento
dal mio amico ho imparato un milione di cose
per esempio ad amare senza esser riamato
a guardare la luna e i giardini di rose
e tutte le altre bellezze che Dio ha creato
il mio amico è il mio amico
e non lo cambierei
i ricordi piu' belli ce li ho insieme a lui
in questo mondo veloce
il mio amico si muove a fatica
proprio lui che mi aiuta a capire
e ad amare la vita.
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