Esperienze ed emozioni di un clown in corsia
Se volete scrivere ai clown belluno@dottorclownitalia.org

lunedì, agosto 29, 2005

Ricordi.

Ho sempre approfittato dei miei ricordi.
C'ho vissuto, lottato, volato.
La mia passione per le sigle dei cartoni animati si basa sui ricordi.
I disegni che mi ritrovo a scarabocchiare ancora su qualche quaderno, anche quelli si basano sui ricordi.
E le foto, le lettere, le cartoline, che conservo da sempre, come foglie in un erbario, queste sono fonti e fonti di ricordi.

Sabato, in un pomeriggio passato a macinare calcio col dottor Drin, mi ritrovo a pochi cm dal mio naso rosso il sorriso di Francesca, una bimba che tempo fa visitammo in ospedale. Si ricordava i trucchi, i nostri nomi, quello che insieme avevamo combinato, quello che le avevamo detto.
"parla sempre di voi", ci ha raccontato la mamma.
"Siete stati fondamentali".

Fondamentali. Ecco. Come i ricordi.
Ed incontrare un ricordo, incrociarlo, beccarlo per caso in un pomeriggio durante un compleanno di un amico... anche per questo c'è concesso vivere, no?

Lo so. I ricordi spesso possono trasportare malinconia, nostalgia, tristezza, anche rabbia. Però è ciò di cui più prezioso abbiamo. Insieme al presente. Insieme ai nostri sogni.

Ricordiamocelo.
postato da cirillo alle 16:41 | link | commenti (1)
martedì, agosto 23, 2005

C'è da mettere un po' d'ordine.

Il dottor Stiv mi incontra e mi fa: "Sai che mi manchi tanto?".
E' come stare in un prato enorme, grandissimo, e non sentire necessità dell'ombra.
Avere degli amici è così.

Sapere che il dottor Paolino è quello che ti ha appena scritto un sms. Che se vuoi lo puoi incontrare. E che c'è tutta una vita da ammucchiare da una parte per poterlo rivedere, anche solo per una birretta al bar, dopo cena.

E poi c'è la dottoressa Skizz, che mi chiede ogni volta di capitare su da lei, per una camminata e una chiacchierata. Ma dovrà essere più lunga la prima o la seconda?

Sentire la dottoressa Cannuccia un po' in ferie e un po' sotto esame. Non sembra nemmeno estate. Non è agosto. E' qualcosa di temporaneo. Come se aspettassimo tutti di rivederci.

E ti vedi capitare il dottor Drin per Santa Giustina stamane. Ma ero di fretta, l'ho soltanto salutato con tanto di braccio alzato. Ma lo ribecco, che pioveva pure.

E la dottoressa Aspirina, che come i gatti si fa sentire quando vuole lei. E intanto sta per arrivare settembre. E si ricomincerà... vero?

E ancora, la dottoressa Aia, che bisognerebbe telefonarle ogni giorno... per sentire se è contenta come l'ultima volta che mi ha beccato per telefono...

... e tutti gli altri ... che staranno aspettando, come noi, il 4 settembre, la domenica del "richiamino" ... per fare festa e sentirci dentro freschi e riposati per il ritorno in ospedale ...

C'è da mettere un po' d'ordine.
Che mi manca anche Squilibrio.



postato da cirillo alle 14:10 | link | commenti (2)
giovedì, agosto 18, 2005

A Silvia.


Silvia muove soltanto i propri pensieri, le proprie emozioni.
Lo fa con gli occhi, le labbra, le guance.
Ha la testa di lato, su quella carrozzina, come se volesse guardarti sotto.
Ha i capelli lunghi, e un elastico multicolore che le tiene ferma la coda.
E una carrozzina che le tiene ferma la vita.
E Silvia ti sorride, oppure con la mano ti spinge via.
Vede il mondo da un punto che noi abbiamo ormai scordato.
Tutti noi, per un bel po' di tempo, non siamo riusciti a reggerci con le nostre gambe.
Tutti noi abbiamo cercato all'inizio di pronunciare una parola, senza riuscirci.
Tutti noi abbiamo comunicato con gli occhi, le labbra, le guance per qualche tempo...
Silvia lo fa da 25 anni.
E sono stati 25 anni probabilmente di sofferenza, soprattutto per chi le è stata e le è vicino.
Ma scommetto tutto quello che volete che sono 25 anni in cui Silvia ha dato a chi incontrava tutto quello che poteva, anche un semplice bacio, o un sorriso, o un'occhiata veloce. Tutto quello che poteva dare, io penso proprio che l'abbia dato.

Chi tra noi può dire di aver fatto la stessa cosa nei suoi primi 25 anni di vita?

Grazie Silvia.
Sarei rimasto a guardarti per chissà quanto tempo.
Ma dovevi andare a dormire.
Un bacio.
postato da cirillo alle 09:38 | link | commenti (2)
sabato, agosto 13, 2005

E' vero.
Un sorriso può anche non capitare.
... ma è pur vero che, dopo tanto silenzio, si riesce poi ad apprezzarlo di più, quel suono.

Vi lascio a una bella testimonianza del dr. Stiv, sulla serata tra le montagne di Santo Stefano di Cadore, che alcuni dottor clown hanno trascorso in compagnia di tante persone.
Buon Ferragosto.

"Venerdì 5 agosto siamo stati invitati dal Gruppo “Insieme si Può…” di Santo Stefano di Cadore ad animare un pochino la serata nell’ambito di “Santo Stefano di sera”; lo scopo era quello di presentare ai villeggianti e locali le varie “forme” di volontariato presenti nel territorio sia Cadorino che Provinciale. Ogni venerdì viene ospitato un gruppo diverso e per il 5 agosto hanno chiamato noi. Per fortuna eravamo in tanti: i primi a darmi man forte sono stati il dr. Drin e la bonarda d.sa Skizz, e con molta gioia mia sono venuti pure la d.sa Sofficino, d.sa Sbriciola, d.sa Tabata ed il dr. Consorte ancora senza nome, la d.sa Potaci ed il dr. Solletico. Siamo stati accolti calorosamente da Luigi uno dei fac-totum del gruppo di S. Stefano e dalle sue simpatiche amiche; ci siamo cambiati nella sede ANA dove la finestra vetrina sulla via principale ci permesso di dare il primo spettacolo. Abbiamo fatto un piccolo giro per il centro, dove il dr. Solletico è stato rapito dalla gente e non lo abbiamo più visto. I bambini ci stavano aspettando e quindi abbiamo iniziato. Non sapevamo esattamente cosa fare ed abbiamo improvvisato in modo spregiudicato, uno spettacolino: il più dei bambini sembrava divertito, ma non so se per le nostre scenette o per la figuraccia che stavamo facendo. L’improvvisazione a volte va bene, ma una cosa studiata un pochino ha tutto un altro effetto! Due brevissime parole sulla nostra attività e poi via con i palloncini per i bimbi. In un battibaleno sono arrivate le 22.30. Luigi, Rita ed Alessandra ci hanno offerto una pizza ad Auronzo ed abbiamo avuto modo di scambiarci esperienze. Non vi racconto che il dr. Drin, d.sa Sbriciola, d.sa Potaci ed io abbiamo voluto fare qualche passo montano per arrivare ad Auronzo allungando la strada di almeno mezz’ora e godere così del panorama allo “scuro bau”. Nonostante un pochino azzardata, la serata è stata positiva ed interessante e, come ha già scritto qualcuno, gli "ancora per poco" “tiro-Clown” sono bravissimi: Sofficino, Potaci, Tabata, Sbriciola: oltre a brave anche dolcissime; Solletico: discreto e/ma simpaticissimo (dovrai scrivere tu il vero commento); Consorte senza nome: perché non chiamarlo Carburante?? Da tutte le parti sprizza energia, allegria e comicità. Agli altri due “vecchi” – Skizz e Drin – con voi non ho timori!
Un grazie, un sorriso ed un abbraccio ai Clown di S. Stefano, alla fotografa Mare Skizz , al Gruppo “Insieme Si Può…” di S. Stefano, ai Clown in ferie, ai Clown al lavoro, ai Clown felici, ai Clown tristi, ai Clown risposati e… ai CLOWN STANCHI!!!!!!!!!!!
Basi".
Stiv
postato da cirillo alle 13:11 | link | commenti (1)
mercoledì, agosto 10, 2005

Dedicato a chi il sorriso proprio lo sente dentro, e magari non può trasmetterlo con il proprio viso come fa la maggior parte delle person, oppure lo trasmette attraverso suon, smorfie, tentativi.

Un sorriso non ha una dimensione.
Non ha una forma, non ha una lunghezza.
Un sorriso non lo misuri,
non puoi dire quanto grande sia.
Un sorriso è istante, attimo, secondo.
Non ha tempo.
Non è quantificabile in nessuna maniera.
Un sorriso non ha prezzo.
Può essere a destra o a sinistra.
Può venire storto, a testa in giù.
Può essere fatto con gli occhi, le guance.
Può essere disegnato, può essere mmaginato.
Un sorriso non ci sta in tasca,
nemmeno al collo.
Un sorriso può essere a punta.
Anche di gomma, perché no?
Un sorriso non ha un colore,
né una sfumatura.
Un sorriso non ha mai ragione,
né torto marcio.
Un sorriso non è una bugia.
Un sorriso può andare avanti. Può andare indietro.
Può anche nascondersi, e se vuole,
uscire allo scoperto
Un sorriso può avere due labbra. O solo una.
Tanti o pochi denti. Una lingua oppure no.
Un sorriso può essere distratto. O addirittura sconclusionato.
Un sorriso può essere provvisorio o definitivo.
Un sorriso può arrivare spontaneo, oppure tirato.
Mai costretto però.
Un sorriso si riceve e si dà.
Un sorriso lo si può anche perdere.
Un sorriso può essere dentro, può essere fuori.
Un sorriso può essere anche due, tre, quattro...
Un sorriso è il suono più bello che abbiamo.

Cirillo


postato da cirillo alle 17:10 | link | commenti (2)