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giovedì, giugno 30, 2005
Ve la regalo.
Martedì sera, in Pediatria a Belluno.
Stanza in fondo al corridoio.
Una bimba seduta sul bordo del letto.
Fronte alta, occhi belli.
Nove anni, tutti suoi.
Io e la tiroclown dottoressa Coccinella.
Le domandiamo: "Qual'è la parola più bella che ti piace pronunciare?".
"Amore", risponde lei guardando il pavimento.
E sorride.
Dite che il mondo giri ancora male?
martedì, giugno 28, 2005
... a volte ti tolgono anche la speranza ...
... come fanno i chirurghi più bravi, infilano quelle cazzo di pinzette nei punti più nascosti, quelli che da sempre tieni stretti e ben in ombra, e ti strappano via speranze, giuste motivazioni, aspettative, se vuoi anche un po' d'illusioni, qualche sogno, credo vari, e una fede che tanto se ne sta più appesa di quanto tu possa credere ...
... e tutto questo sempre all'improvviso!
Non c'è foglia che si stacchi da un ramo che sappia il momento preciso in cui la sua vita finirà.
Si prende tutto il vento possibile, e il sole, e può scegliere lei se far rumore oppure ombra, e se diventare casa per un insetto o cibo per gli uccelli.
E per tutta l'estate se ne sta appesa, ma non è un starsene appeso che fa paura.
Anche se fosse sull'albero più alto del mondo, in cima ad una montagna, a ridosso di un burrone, lei non avrà mai paura.
Anzi, orgogliosa di dove è stata messa, si colorerà di verde, lucida, e appassionata a tutto quel cielo che può godere da una posizione invidiabile.
E poi tutto ad un tratto quel verde speranza si stacca.
Lo portano via, forse perché sperano possa cadere in un luogo in cui il verde non c'è mai stato.
Si stacca, ma noi quel "tack" non lo sentiamo.
E' più forte il rumore del vento.
E' più forte un "crack" di un ramo che un "tack" di una foglia.
Ma non per questo non ci accorgiamo della sua presenza a terra, lì, accanto all'erba.
E allora la raccogliamo, ne ammiriamo il colore, la forma, la grandezza, il fatto che chissà perché le foglie assomiglino sempre a degli aquiloni speciali.
La ruotiamo tenendola tra pollice e indice.
La rincorriamo con gli occhi nei suoi movimenti, e ripensiamo a lei attaccata a quel ramo, senza sapere in realtà quale fosse quel ramo.
E ci accorgiamo che l'albero, ora, fa un po' meno ombra, è un po' meno rumoroso, ed è pure un po' meno verde.
Ma non per questo lo tagliamo.
Lo lasciamo lì, perché sappiamo che da quelle foglie cadute, nasceranno più avanti altre piante, se non fiori e prati interi.
E allora se ci portano via la speranza ... se ce la strappano via ... guardiamo per un attimo per terra ... perché è lì che qualcuno è andato a nasconderla ... e ritroviamola ... prendiamola tra le dita, rigiochiamoci, e poi alziamola al cielo, al sole ... come per dire: "Hai fatto il mondo tanto grande ... ma non sei nemmeno capace di nascondermi la speranza ... ".
Se le foglie cadono, è perché tira vento.
E spesso perché il tempo passa.
... ma nei nostri cuori continueranno a fare ombra ... a far rumore ... a colorarci i paesaggi ... e a far da contorno al cielo ...
... e a essere una speranza forte e presente ...
... e il vento continuerà a tirare ...
... ma noi il cuore ce lo abbiamo dentro ...
A tutti quelli che per un attimo hanno sentito quel "tack".
Dottor Cirillo, uno stelo di margherita.
venerdì, giugno 24, 2005
Come ve lo immaginate un corridoio?
Beh.
Ci sono i corridoi, quelli delle scuole, che possono essere in alcuni momenti silenziosi quanto rumorosi e frequentati da miriadi di persone.
Ci sono i corridoi degli uffici, in cui la gente si saluta più per cortesia che per amicizia.
Ci sono i corridoi degli ospedali.
Silenziosi, con colori pastello, a volte più sul grigio verde che sul rosso o sul blu. Anche qui la gente passa, ma si ferma di rado. E si si ferma, o entra in una porta, oppure si mette a parlare con qualcuno che è seduto accanto a te. Già. Perché nei corridoi degli ospedali spesso ci si siede. E quando si vede un dottore si fa molta più attenzione ai suoi zoccoli che all'espressione del suo viso.
Che corridoio ieri a Feltre.
Tutti in fila, seduti ed in piedi, genitori e bambini, a canticchiare e mimare "Ci son due coccodrilli...".
Il papà di N., con la camicia vche aveva indosso, non poteva che mimare contemporaneamente due coccodrilli, mentre la gentile consorte improvvisava un elefante, che era un misto tra i serpenti e l'orango tango. Quest'ultimo era compito di N. mimarlo, mentre S. faceva il topo, e la mamma l'aquila reale. C. insieme alla mamma doveva soltanto fare "miao", come il gatto, ma la timidezza le nascondeva la lingua. Infine G. e la mamma, a fare i due piccoli serpenti. Un'arca di Noè speciale, improvvisata dal sottoscritto e dal tiro clown dottor Cucchiaio Forchetta Mela Cotta Boh...
Nel frattempo il dottor Paolino e la tiroclown dottoressa Tabata hanno fatto il giro delle stanze, incontrando tanti bambini, morosi, appendiciti, famiglie e bimbe in pianto. Ad ogni porta di questo lungo corridoio corrisponde una vita, o anche più di una. E se noi questo corridoio riusciamo a renderlo un po' meno silenzioso e grigio verde, sono sicuro che quelle vite, prima o poi da quel corridoio, usciranno.
Stasera ci aspetta Belluno. Un abbraccio. Cirillo
mercoledì, giugno 22, 2005
Il dottor Paolino ci racconta cosa ha combinato venerdì e sabato scorso con addosso il suo naso rosso.
"Venerdì pomeriggio le porte del ascensore si aprono, siamo in due, la dottoressa Cri Cri ed io,e ci troviamo subito di fronte a 4/5 (e non si legge i quattro quinti di bambino) bambini in attesa al Pronto Soccorso di Pediatria, con i rispettivi genitori. Chiedo all'infermierea di turno e scopro che ce ne sono altrettanti in corsia (il gioco si fa duro).
Cominciamo proprio dal P.S. dove sei bambini rimangono letteralmente esterefatti alla vista di questi due strani individui. La sorpresa dura poco e si trasforma in allegria quando Cri Cri inizia a far palloncini. Improvvisiamo qualcosa con l'aiuto del libro magico che funziona sempre. Nel frattempo, non senza aver lasciato un palloncino ad ognuno, arrivano i dottori veri che ce li portano via.
Una piccola bimba se ne sta seria, non vuole dirmi il suo nome, lo farà più tardi quando stiamo andando via non senza un gran sorriso che le illumina il viso contornato dai capelli biondi.
Comincia il giro in corsia, nella prima troviamo un ragazzo troppo serio...troppi pensieri o forse il trovarsi in un reparto per bambini mentre lui non lo è quasi più...
M. e D. ridevano a crepapelle al solo sentirsi chiamare con un nome diverso dal proprio, dopo tanto ridere si sono fatti seri per un attimo hanno pescato ciascuno dal proprio cassetto una manciata di caramelle pregandoci di portarle ad altri bambini.
Ci siamo congedati e uscendo incontriamo B. dai fitti riccioli neri, sulle prime un pò spaventato ma quando ha visto le bolle, la curiosità di vedere che cos'era quella strana cosa tonda che gli veniva incontro inseguita da tante altre, ha avuto il sopravvento e si è sciolto.
Infine un isolamento ed un piccolo bimbo a cui abbiamo lasciato un sorriso per compagnia ed un palloncino colorato. Allegramente come siamo arrivati siamo tornati sui nostri passi non senza salutare tutti quelli che incontravamo.
Sabato pomeriggio alla Casa di Riposo di Meano (Santa Giustina - Belluno).
Un sabato pomeriggio qualunque può trasformarsi in una festa? O in un momento d'incontro?
Sabato un pomeriggio qualunque si è trasformato in una festa e poi in un momento d'incontro con gli anziani ospiti della casa di riposo di Meano.
Siamo in cinque: tre "veci" e due tiroclown, per la precisione la dottoressa Cri Cri, la dottoressa Smemorina ed Io, accompagnati dal gigante più piccolo del mondo Dr. Baloo (ogni riferimento all'orso del Libro della Giungla non è per niente casuale vista l'altezza) e dalla dottoressa Ninna-oh (e dopo averla vista all'opera anch'Io ho fatto oooh).
Inizia il pomeriggio, con uno spettacolino imbastito alla svelta che funziona, anche coinvolgendo gli ospiti come nel gioco delle mutande. Ed alla fine palloncini, tanti colori in mezzo al grigio dei capelli degli ospiti del centro. Osservo gli occhi delle persone che ho di fronte, occhi che scrutano, chiedono...cerco di scambiare due parole con tutti e scopro che vogliono chiedere..
"Da dove setu?" Di dove sei? questa è la prima domanda che mi viene posta da ognuno e poi domande su un mondo che per loro è diventato lontano...
Mi chiedono chi sono i miei genitori e scopro con sorpresa che li conoscono, chiedono notizie, osservano come sono diventato "grande" e mi raccontano di come vivevano prima...dove vivevano... prima. gli amici che hanno perso, una vita a lavorare e poi eccomi qui..ascolto ogni singola parola.
Vedo uno sprazzo di gioia nei loro occhi mentre raccontano, ricordano ... trovano una persona che li ascolta.
Non è tutto, per descrivere ciò che ho visto e sentito ci vorrebbe molto più tempo. Non posso tralasciare il "pettirosso" (nominativo CB) che conosco fin da bambino con cui ho passato buona parte del tempo.
Questa è la mia esperienza, ogni tanto guardavo gli altri presi come me dalle chiacchiere (meravigliosi) ogni tanto mi univo alla dottoressa Ninna-oh e l'ho trovata veramente brava e dolce in poche parole meravigliosa...
Ecco come si può trasformare un tranquillo sabato pomeriggio in una festa e poi in momento d'incontro. Mi sono portato via emozioni grandi come spero di aver lasciato qualcosa".
Dottor Paolino
martedì, giugno 21, 2005
Punti di vista.
Il punto di vista di una coperta su un prato. Che se qualcuno piange vicino a te, su una coperta su un prato, vuol dire che non ha intenzione di bagnare l'erba, ma di bagnare te.
Il punto di vista di un anziano in carrozzina. Abituato a vedere il tuo cuore o la tua pancia, si incanta a vedere i tuoi occhi e le tue labbra che sussurrano "è tutto un mondo".
Il punto di vista di chi se ne sta sui tacchi, e fa le cose per far vedere quanto è alta, ma si sa, a volte chi è sui tacchi fa una brutta fine.
Il punto di vista di un bambino disteso a letto. Guardare il soffitto può diventare un gioco. Sorridere ad altezza pancia del papà può essere un momento piacevole. Rialzare per un attimo la testa può essere una vittoria.
Il punto di vista di un filo d'erba. Il rendersi conto di non essere lo specchio del cielo.
Il punto di vista di chi va in crisi. Il punto di domanda di vista.
Il punto di vista. Tanti punti di vista, messi in cerchio. Un punto di vista su cui appoggiarsi, come fai sulla spalla di un amico, la domenica sera. Un punto di vista da guardare, magari perché i suoi capelli se ne stanno bene sullo sfondo azzurro di un cielo pre estivo. Il punto di vista d'inizio estate, oggi, che se non viene fuori il sole tanto vale starsene a letto, come d'inverno. Il punto di vista di un naso rosso, troppo grande per potersi avvicinare a una porta chiusa senza andarci a sbattere.
Punti di vista. Oggi, domani, presente, futuro.
Punti di vista di chi gli occhi li chiude solo per piangere.
domenica, giugno 19, 2005
Mi ha fatto piacere ricevere dalla dottoressa Chicca di Vicenza ciò che state per leggere ... un'altro scritto da aggiungere e da conservare in quel grande scatolone colorato, con su l'etichetta, in rosso, "Palestina".
"Domani come già preannunciato non potrò esserci e mi dispiace molto....questo pic nic mi ha fatto ritornare però ai giorni vissuti in Palestina a quello che abbiamo visto, visto, vissuto e vi giuro che più di qualche lacrima è scesa così naturalmente. Non chè fossi realmente triste, ma mi son venute in mente tante situazioni, tanti sorrisi, tante emozioni e pur cercando di esprimerle scrivendole non ce la facevo e l'unico modo che mi venivano erano le lacrime..che in un attimo si son trasformate in un sorriso, in una risata ripensando ai beduini, a io e la Dada che facevamo le prove dei mimi lungo il corridoio dell'hotel alle tre di notte, alle sparate di Evaristo, alle bolle, al pelo della Cannuccia (che ormai non ha più) e a mille altre cose e questo sorriso si è poi trasformato in un bacio che ho inviato ad ognuno di voi, un bacio "gratis" come lo definisce la dottoressa Aspirina. Un BACIO per ringraziarvi di esserci e di esserci stati perchè se non ci foste stati voi o meglio se non ci fossimo stati tutti noi assieme non sarebbe stato lo stesso. L'energia, l'affetto, l'amicizia, l'amore tutto ciò che ci ha unito in qualche modo credo siamo riusciti a trasmetterlo e probabilmente tutti questi baci gratis che abbiamo ricevuto ne sono una prova: un modo per dire grazie, con te sono stato bene.....forse effettivamente sono un mezzo per respirare ed assaporare il cuore di una persona. Ora vi lascio con un pezzo tratto dal Cyrano sul bacio
"...Ma poi che cosa è un bacio? Un giuramento fatto
un poco più da presso, un più preciso patto,
una confessione che sigillar si vuole,
un apostrofo roseo messo tra le parole
«t'amo»; un segreto detto sulla bocca, un istante
d'infinito che ha il frùscio di un'ape tra le piante,
una comunione che ha gusto di fiore,
un mezzo di potersi respirare un po' il cuore
e assaporarsi l'anima a fior di labbra!...."
sabato, giugno 18, 2005
Ieri sera, al termine della serata dedicata al nostro viaggio in Palestina, il dottor Paolino mi ha stretto intorno al polso il cordone di San Giovanni ... un po' mi sono commosso, e più che al polso avrei voluto stringerlo al cuore ...
... così come quella cordicina, un cerchio ieri sera si è chiuso ...
Ognuno di noi sei è ritornato per una sera, lì, dove se n'è stato ormai quasi due mesi fa. Tante cose sono successe da quando siamo tornati, e bene o male ognuno se le porta intorno al polso ... come il cordone di San Giovanni ... solo che se prima se ne stavano un po' a ciondoloni, adesso sono chiuse, a cerchio, e ben strette ...
Non ho niente da dire.
Per una volta, credo, non ho niente da dire.
giovedì, giugno 16, 2005
Gli incontri con le persone cambiano le vite.
L'incontro che il dottor Stiv e la dottoressa Aia hanno avuto con Suor Sophie in Palestina potrebbe cambiare la vita di un bimbo, Ahmed. Questa, grazie al dottor Stiv che me l'ha inviata, è la traduzione della lettera di ringraziamento che Suor Sophie ha inviato in risposta al desiderio di adozione a distanza sentito dagli amici dottor clown.
Carissimi amici,
Per il Vostro passaggio e per l’amore dato a questi piccoli, Grazie.
Erano così contenti, tutti i giorni mi chiedono quando ritornerete.
Siete rimasti colpiti dal piccolo Ahmed, ma ce ne sono altri 3 che danno parecchie preoccupazioni per problemi di salute… ho tanta paura che possa loro succedere qualcosa.
La Provvidenza li protegge… come ai piccoli uccellini, Lei provvede a tutte le loro necessità.
Grazie per la Vostra amicizia, per il Vostro aiuto…
Per qualsiasi dono od offerta, Vi do il nostro conto in banca oppure che potrete inviare, se possibile, con altri pellegrini. A nome dei piccoli che Vi danno tutte le carezze. Che il Signore ve le renda e Vi benedica.
Con tutti i nostri ringraziamenti.
Suor Sophie
Fille de la Charité
martedì, giugno 14, 2005
Una scrivania con tanti foglietti colorati sparsi... Non post-it, che poi si staccano e tutta la polvere e filetti gli si attaccano dietro...
Su uno dei foglietti c'è scritto: Chiusura anno catechistico a Sedico" ... ah sì, domenica 5 giugno ... i dottor Stiv, Drin e Paolino, accompagnati dalla pimpante tiroclown dottoressa Ranocchio, hanno animato la festa di fine anno per i bambini della dottrina ... un altro bell'abbraccio gigante da assorbire!
... su un altro foglietto c'è scritto "animazione di fine anno alle Gabelli" ... qui ci siamo andati il sottoscritto, i dottori Paolino e Cerotto, e la dottoressa Cannuccia ... battutto il record di palloncini gonfiati: circa 600 in una mattinata!
Ecco un altro foglietto, questa volta azzurro: "ringraziare quelli di Cirvoi per i ringraziamenti ricevuti l'altro giorno in pediatria a Belluno" ... fatto!
... grazie ovviamente anhe alle insegnanti e ai genitori delle scuole elementari Gabelli di Belluno e alla parrocchia di Sedico per l'invito ... e la fiducia, come dico sempre ...
Ah ... nemmeno questo posso dimenticare: grazie al donatore misterioso, che venerdì ci ha fatto trovare in pediatria una scatola piena di topolini sul trapezio in legno, opera artigianale di alta fattura e da noi molto apprezzata ... ma se non c'era Elvio, col cavolo che capivano come funzionavano!
... eah ... poi questo invece l'ho scritto con la penna rossa in grande: VENERDI' 17 GIUGNO, alle 20.30, NELLA SALA DELLA PISCINA COMUNAlE A SANTA GIUSTINA (BL) serata di RINGRAZIAMENTO E CONDIVISIONE per il viaggio in Palestina compiuto da sei baldi dottor clown di Belluno ... tante foto, tante emozioni, tanti baci gratis, e soprattutto tanti grazie ...
... infine l'ultimo foglietto vacante ... sabato 11 giugno, riunione plenaria con i tiroclown di metà tirocinio ... com'è andata? Beh, speravamo in una presenza forse più corposa, ma sarete perdonati. Le emozioni erano tante, ed è stato difficile cogloierle e soprattutto credo, esporle tutte. Sono importanti questi momenti di condivisione. Cerchiamo di approfittarne, di goderne, non soltanto per "fare gruppo" ma per passarci un po' più di quello che ci aspetteremmo ... perché dai ogni tanto è bello sorprendersi, no?
Cari tiro clown all'ascolto, aspetto sempre da voi qualche bella testimonianza ... ok?
E di tutti questi foglietti ... che faccio adesso?
Metto un po' d'ordine?
domenica, giugno 12, 2005
Tutto è appeso a un filo, e ciò che deve accadere ne segue il dorso come goccia di pioggia lungo le venature di una foglia. Puoi sbrogliarla quanto vuoi quella matassa. Puoi tirarlo, puoi tenderlo, legarlo ad un tuo respiro. Puoi fare in modo che questo filo rimanga appeso a qualche maglione, puoi annodartelo ad un dito, puoi tagliarci l'aria. Puoi far finta di suonarlo con un archetto, puoi andarci a pesca di sogni, puoi collegare tra loro due stelle, anche lontanissime. Puoi camminarci sopra in equilibrio, puoi rimanerci aggrappato, puoi salirlo come corda. Puoi appenderci delle palline colorate o intrecciarci dei fiori di stagione. Puoi saltarlo, rotearlo, aggrovigliarlo e mettertelo in tasca. Puoi sostituirlo ai lacci delle scarpe, puoi tesserci una sciarpa per l'inverno, puoi farlo portare via dal vento.
Tutto però gli rimarrà appeso. E ne seguirà il dorso come goccia di pioggia lungo una venatura di foglia. Perché così deve andare. E ci sono stelle che impigliate a quel filo non ci rimarranno mai. E continueranno a brillare nel cielo, e ad essere indicate come le più luminose, e per questo continueranno a renderti la vita qualcosa di speciale.
Tutto ciò per colpa di un filo. E del tutto che ci sta appeso.
In bocca al lupo a chi se la sente.
Beautiful that way.
Cirillo
venerdì, giugno 10, 2005
Ci sono volti di bimbi che ti catturano...
... sai, come nei cartoni animati, che c'è l'esploratore con la rete lunghissima, che se va a caccia di farfalle ... ecco, ieri sera a Feltre, io e il dottor Drin, unici temerari, siamo capitati davanti a uno di questi esploratori ... e dal suo sguardo, dalla sua simpatia, ci siamo fatti catturare immediatamente ... all'inizio G., appena ci ha visti, ha fatto due occhi così ... grandi ... veramente grandi ... che sotto quei ciuffi biondi, che un po' lo facevano assomigliare a quei comici americani d'inizio anni '90 ... se non a un Woody Allen molto ringiovanito ... erano colmi di curiosità e di un po' di tensione ... gli stavano misurando qualcosa con una pompetta al braccio ... il sorriso che ha fatto G. dopo aver ricevuto il cagnolino giallo del dottor Drin ci ha infine steso ... siamo stati catturati da un visino che tenere in tasca o in mezzo alle pagine di un libro non potresti mai ... e poi, e poi lo abbiamo di nuovo incontrato ... e questa volta gli occhi erano stretti in un bel sorriso da collezione ... ed era lui a rimanere catturato dalle bolle di sapone e dai palloncini colorati ... e infine un "ciao", mentre stringeva la mano della mamma per uscire da quello strano posto ... che per un attimo gli sarà sembrato un prato pieno di farfalle ... da catturare, da guardare, e a cui sorridere ...
A più tardi ...
mercoledì, giugno 08, 2005
Mi buttano lì una sfida, un cosiddetto blog-catena... ovvero, una serie di domande, che gli appassionati dei blog si passano l'un l'altro per ottenere un mondo infinito di risposte e sensazioni personali, che fanno apprezzare la diversità e l'originalità di ognuno di noi, per quelle che sono ... Il blog-catena lanciatomi da Niachan non ha niente a che vedere con il mondo dei dottor clown, ma si parla di musica ... in fondo adoro entrambi, e quindi perché non rendervi partecipi anche di un'altra mia passione? Queste le domande rivoltemi, e di seguito le risposte:
Volume totale dei file musicali in mio possesso?
Diciamo che dispongo attualmente di oltre 2500 cd in formato audio...non mi sono attrezzato ancora, e credo non lo farò mai, con i vari lettori mp3 e i.pod.
L'ultimo cd che ho comprato?
Una compilation che conteneva una versione di "La vie en rose" in indiano e una cover tutta anni '60 - stile balera di "Maledetta primavera" ... l'ultimo album acquistato è stato invece "Ti ricorderai di me" di Luigi Tenco...
Canzone che sta suonando ora?
Le tagliatelle di nonna Pina - Il piccolo coro dell'Antoniano
Cinque canzoni che ascolto spesso e che significano molto per me?
Non è per sempre - Afterhours (mi dà la sensazione di saper suonare la chitarra e di saper cantare)
Angelo della nebbia - Ligabue (avrei dovuto scriverla io)
Jeeg Robot - Gli Amici di Roland (da bravo collezionista di sigle di cartoni animati, non posso esimermi dall'ascoltare un capolavoro quale il disco live de Gli Amici di Roland, che consiglio per qualsiasi festa, party, addio al celibato, battesimo, cresima, gara di nuoto sincronizzato, sagra, laurea, compleanno, anniversario, incontro di wrestling, serata romantica...)
Sempre di domenica - Daniele Silvestri (mi piace ballarla ondeggiando in camera)
Drinkin' in LA - Bran Van 3000 (l'estate, da ascoltare rigorosamente in auto, con temperatura esterna sopra i 30°)
Persone a cui passo il testimone:
...ma io lo passerei agli amici di Cagliari, e a chi avrà voglia di farsi sentire sul blog ...
Un abbraccio, Cirillo
venerdì, giugno 03, 2005
La semplicità del cucchiaio con il riso.
No, non è una teoria orientale o qualche nuovo titolo di un volume sulla pratica della new age...
...ogni qualvolta apro la valigia, al momento d'iniziare il servizio, la prima cosa che mi balza agli occhi sono i colori e la confusione, che in essa vi regna...
...i dottor clown, per chi magari ne fossero all'oscuro, utilizzano nella loro attività alcuni strumenti e attrezzi...
...c'è chi fa il giocoliere, e allora fa girar le palle...o le clavette...
...c'è chi usa i piatti colorari, chi i nastri roteanti dalle mille sfumature, chi i fazzoletti...
...c'è chi utilizza le micro magie, ed è pure bravo, e come fa i trucchi lui non li fa nessuno...
...c'è chi utilizza le marionette, il teatrino, i pupazzi, i guanti a forma d'ape o di lumaca...
...poi ci sono i palloncini da gonfiare, le bolle di sapone da soffiare, i trucchi per mascherare...
E poi c'è la fantasia.
Ogni volta che mi capita sotto agli occhi la valigia, mi è difficile scegliere se prendere qualche attrezzo o qualche strumento.
Prima di uscire dallo spogliatoio m'infilo sempre le mani in tasca. Ci sono i palloncini, le bolle, la mia macchinina guidata dalla mosca, il pulcino che s'infila nel naso...nella borsa invece la pompetta, la trombetta, i miei pastelli, la marionetta Rigurgito, il termometrone, il fiore della pace...
Sono oggetti probabilmente essenziali, di cui spesso, anche in Palestina, ho avuto "bisogno". Sono anche oggetti però che non riesco ad arricchire, e che faccio uscire soltanto in momenti in cui mi sembra di non bastare...
Più vado avanti e più mi accorgo che, per quanto mi riguarda, la fantasia mi aiuta a vestirmi, a riempirmi le tasche, la borsa, l'incontro... In Palestina, nella visita al campo di beduini dalla mia borsa e dal camice mi scomparve, un po' alla volta, tutto quanto: dal cane "guardia-tasche" di peluche alla pompetta, al cavallo che s'infila nel naso...ma tornato a casa non sono corso a sostituirli...per ora almeno non ne sento il bisogno...
Fantasia.
Fantasia è avere un compagno come Paolino, o come la dottoressa Cannuccia, ieri sera.
Fantasia è inventarsi Digimon e far ridere A.
Fantasia è trovare un cucchiaio di plastica e ingurgitare riso in bianco facendo il treno o l'aeroplano.
La fantasia, credo a questo punto, possa essere paragonato a unclown spoglio. E a questo clown spoglio, un po' alla volta, possiamo aggiungere la creatività, l'abilità, la fisicità, l'inventiva...
...e la fantasia sarà sicuramente più ricca e magari più contenta...
Vorrei che tutti noi ci appoggiassimo alla fantasia, a questo nostro modo di vedere le cose, e di viverle. Vorrei che tutti, per mangiare un po' di riso in bianco, facessimo l'aereo o il treno...in fondo, basta un cucchiaino...
Abbraccio, dottor Cirillo
mercoledì, giugno 01, 2005
Cosa dirvi oggi?
Che piove perché forse il cielo è un pochino in discesa?
Che mi manca il dottor 'Baristo?
Che oggi mi hanno dato una bella notizia, proprio un'ora fa, che mi sembrava che il mondo per un attimo ci avesse ripensato?
Che domenica i dottor clown di Belluno sono arrivati 19° al torneo di pallavolo "Giochiamo con Mario", qui a Santa Giustina?
Che questa è l'ultima settimana dei tiroclown prima della riunione di sabato prossimo?
Che venerdì sono stato con un bimbo, D., per un'intera ora, e alla fine si è messo pure a ridere?
Che adesso in questo preciso istante vorrei telefonare a qualcuno... e sapete cosa faccio? Lo faccio.
Buon ponte, a chi avrà la possibilità di goderselo. Un abbraccio dal dottor Cirillo, in un momento di sana, gioiosa, insostituibile...euforiaaa!
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