Esperienze ed emozioni di un clown in corsia
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mercoledì, dicembre 29, 2004

Un abbraccio forte al dottor Cerotto. Natale ormai è passato, ma sono sicuro che tornerà. Speranza.
postato da cirillo alle 09:10 | link | commenti (2)
giovedì, dicembre 23, 2004

Due giorni a Natale.

Guarda caso il colore caratteristico del Natale è il rosso, come il naso che ogni venerdì mi metto in corsia. Non che voglia assomigliare a un albero di Natale, no, non credo proprio sia questo il mio obiettivo finale ... chissà però per quale strampalato motivo, il rosso ricorda l'allegria, la festa, a volte anche l'eleganza ... e in molti casi anche la guerra, le tende dell'ospedale, le emergenze e il sangue.

Domani ci troveremo tutti in Ospedale, per accompagnare il signor Babbo Natale (guarda caso, anche lui rosso) nella distribuzione dei regali ai bambini di Pediatria ... e poi non si sa mai, faremo un salto anche in altri reparti per augurare a chi capiterà, un po' di quella felicità che l'ospedale ti nasconde sotto tutte quelle lenzuola.

Un po' di novità nel gruppo dei dottor Clown di Belluno. Quest'oggi, sulle pagine del quotidiano locale Il Corriere delle Alpi è stato pubblicato un articolo su di noi, con tanto di foto, in cui ci sono anch'io (starà a voi, cari amici, riconoscermi); anche il Catullo, istituto scolastico di Belluno, ci ha dedicato qualche riga sul suo foglio d'informazione redatto da studenti e professori. A questo proposito un ringraziamento di cuore al professor Masè, per averci permesso d'incontrare un centinaio di studenti, a cui abbiamo raccontato un po' di noi. E infine, la novità più bella: diamo il benvenuto al dottor Cerotto e alla "quasi" dottoressa Sottiletta, che nella scorsa settimana si sono uniti al nostro gruppo, e insieme a noi animeranno e porteranno sorrisi e abbracci in corsia.

Va da sè, che di cose in queste due settimane ne sono successe. Abbiano animato feste private, una mattinata al cinema con 300 bambini, figli dei dipendenti ospedalieri, ci siamo ritrovati in una riunione domenicale (sonnolenta ma entusiasmante).

Vi è mai venuta voglia di scrivere un sms a un vostro amico o a una vostra amica per dire loro, semplicemente, che siete felici? Vorrei lo faceste. Magari come piccolo impegno per queste festività natalizie. Nel giorno che vorrete, nel momento che vi sembrerà opportuno, provate a scrivere a chi avete nel cuore, "sai, sono felice!". Lo metterete in difficoltà, oppure ne sarà contento, e vi risponderà poco dopo, o ancora, vi chiederà quali saranno mai i motivi che vi hanno reso felici. E vi parlerete, vi racconterete, vi ritroverete, e magari lo aiuterete nel trovare un po' di quella felicità che è capitata a voi.

Mi piacerebbe entrare in ogni stanza domani. Sedermi sul letto, prendere la mano di chi vi è disteso, e dirgli "sai, sono felice!". Sono felice, perché le nostre mani si possono unire. Sono felice perché almeno un sorriso te l'ho strappato. Sono felice perché mi stai guardando. Sono felice perché hai smesso di piangere. Sono felice perché domani uscirai. Sono felice perché ieri stavi molto male e oggi grazie ai medici stai un po' meglio. Insomma, sono felice per te.

Proviamoci. Proviamo ogni tanto ad essere felici per gli akltri e per ciò che riescono a darci in questa vita, troppo occupata a scartare regali e a raccogliere denaro e assegni. Felice Natale, amici miei. Un abbraccio.

postato da cirillo alle 10:02 | link | commenti (1)
sabato, dicembre 11, 2004

Due dita in gola, per liberarsi dei problemi che sentiamo dentro di noi. Nulla di più. Due dita in gola, a porte chiuse, chissà che non ci vedano, chissà che non ci sentano. Le lacrime non ci bastano più per lavarci dai problemi. Non ci basta un cuscino da stringere, un amico con cui parlare, un genitore che una volta è presente e un'altra volta no. Non ci basta guardarci allo specchio, perché in fondo dentro non possiamo vederci. E allora questo dentro buttiamolo fuori, che non ci serve. E vedrete, appariremo migliori, più snelle e comunque senza tutto quel peso che ci portavamo dietro. Cosa sono i problemi se non accumuli di grasso, che ci rendono meno interessanti e troppo reali?

Due dita in gola, e poi l'acqua che scende. Un odore acre, un sapore che poi a poco a poco scompare, insieme alla tristezza. Ma poi ti viene la disperazione, e quella carne vorresti strappartela, vorresti nasconderla. E allora ancora giù. In fondo è soltanto qualcosa che abbiamo ingurgitato, che fin dal principio non ci appartiene. Mangiamo cose che non siamo noi. Che siano dolci, verdure, carni o pasta, noi siamo esseri umani, non cibo. E allora via. Che la fame purtroppo non te la possono togliere. Ma noi possiamo fare in modo che sia innocua.

Due dita in gola, per non sentirsi ingombranti. Ci devono notare, certo. Ma dobbiamo anche piacergli. E allora non possiamo far vedere le nostre debolezze, il nostro corpo che sta cambiando ... che schifo ... ssto cambiando, perché? Non voglio cambiare, sono bella così. Perché cambiare quando sono già perfetta?

Due dita in gola. E poi tre, e quattro ... e alla fine tutta la mano, per ripescare nel profondo un po' di quella gioia di vivere che consapevolmente abbiamo perduto. Aiutateci.

A due nostre amiche. E a chi ha deciso che due dita in gola risolvono i problemi.

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martedì, dicembre 07, 2004

Sapete che vi dico? Che il destino è inguaribilmente prezioso. A volte non ci accorgiano delle possibilità che ci vengono date. Per anni battiamo la testa contro ad un muro, chiedendo al mondo intero "perché?! perché a me?!" ... e soltanto al momento di accarezzarci le ferite e quei lividi ci accorgiamo che una possibilità ci viene data ... Magari non è proprio la cosa di cui cercavamo l'esistenza o la presenza, e nemmeno ci va di chiamarla sostituto, ma un pò ci stupisce e ci prende, quasi fosse nostra.

Ed è il destino ad offrirci occasioni che a inventarle da noi non ci riusciremmo mai!

Per tutti coloro che hanno provato a risolvere l'indovinello del dottor Paolino, scritto qui dentro mesi orsono, questa è la soluzione: ad uccidere Dueperdue è stato Trepertre, perché Unoperuno non fa male a nessuno!!!!

Lo so, in questo momento sentirete in voi il desiderio di prendere per il collo il dottor Paolino e sincerarvi che abbia entrambe le tonsille, ma state calmi ... su ... coraggio ...

Proprio insieme al dottor Paolino e alla dottoressa Aia, il sottoscritto ha accompagnato San Nicolò nella distribuzione dei doni in reparto ieri sera. Un'esperienza bella, gioiosa. Tanti i bimbi presenti. C'era anche il nostro primario Paolo Grotto. Bello stare insieme ai bambini, certo, alle loro famiglie, ma anche con le infermiere, le dottoresse e le volontarie ospedaliere, in tinta gialla. Grazie inoltre a San Nicolò, che non sapeva dell'esistenza di Hamtaro e di Magica Doremì, ma glielo perdoniamo.

Non vi ho nemmeno raccontato del compleanno a cui abbiamo partecipato io e il dottor Paolino, due sabato fa. Meglio ... Anche perché dovrei firmare quest'ultimo post come dottor Circuito.

A domani, bambini miei.

postato da cirillo alle 16:27 | link | commenti (2)
domenica, dicembre 05, 2004

Non saprei mai essere un medico. L'impegno, lo studio, e soprattutto la responsabilità che gravitano intorno alla figura di un medico, di un dottore, mi sembrano immensi, irraggiungibili. Per questo, fin da bambino nei confronti dei medici ho sempre avuto quella sensazione di timore mista a rispetto e distanza, che in alcuni momenti, ancora oggi, mi ritrovo a provare di fronte a un medico o a un dottore.

Sono entratoin contatto, grazie al mio ruolo di dottor clown, con una grande famiglia, quella del reparto di pediatria di Belluno. Proprio con loro, infermieri e infermiere, dottori, capo sala, segretarie, ho avuto la possibilità ieri sera di assaporare una bella serata. Una semplice "pizzata", un pò da oratorio, un pò da compagnia di vecchia data, che mi ha permesso di stringere più mani, e per una volta prendere il largo da quella sensazione di cui parlavo prima.

Mi accorgo che ogni mio passo rappresenta un respiro. Grazie ai dottor clown non soltanto ho potuto "arricchirmi" di nuove amicizie e di tanto bene, ma ho conosciuto ancora e ancora nuove persone, ho potuto parlare con loro, ho potuto trascorrere con loro alcuni momenti della mia semplice vita. Auguro a chiunque di poter incontrare sempre nuove persone, tenendo ben strette al cuore ovviamente chi è passato prima. Grazie reparto di pediatria. Grazie. Quest'oggi mi sentivo di ringraziarvi forte.

Da domani tornerò a raccontare. In queste due settimane ho visto troppi occhi, per lasciarmene sfuggire il ricordo. 

postato da cirillo alle 11:57 | link | commenti