Esperienze ed emozioni di un clown in corsia
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giovedì, ottobre 21, 2004

Due occhi azzurri, te li ricordi meglio se li hai visti anche piangere.

Oggi se ne stanno ben affiancati a un sorriso sicuro, che ti fa arrossire di più le guance e ti toglie quel pigiama che hai portato per un troppo tempo. Quando ci si accorge di aver due occhi azzurri, si sta sicuramente meglio con il mondo. Se poi questi occhi azzurri sono ad altezza prato in fiore, non può che andarti tutto bene. Perché per un attimo, a quei fiori, sembrerà di aver toccato il cielo.

Occhi azzurri di bimba.

postato da cirillo alle 16:37 | link | commenti
domenica, ottobre 10, 2004

Ci sono dei giorni che ti senti come la "codinhie" (fettine di mela seccate al sole, dolci e gustose).

Mi si consuma il camice, quasi, a ripensare a tutte le mie ultime avventure da dottor clown. Un compleanno con 30 bambini, dai 3 ai 7 anni. Una pedonata sotto il sole per le strade del mio paese (otto chilometri). I pomeriggi in corsia che si fanno sempre più consapevoli. Senza dimenticare che il nostro primario, dottoressa Solfamì, il 30 settembre si è laureata in psicologia a Padova. Siamo fieri di te, cara dottoressa (al quadrato) Solfamì!

E allora un pò ti senti stanco, fisicamente, dopo tutte queste ore passate con il naso rosso in pieno viso. E ti senti proprio come una "codinhia". Un pò rinsecchito, con quella consistenza leggera, quasi da cartaccia raccolta in un prato. Un colore autunnale, rossiccio e gillognolo ti colora il volto e le mani. Ma nel sapore se di una dolcezza unica. Che appena ne assaggi una, non riesci più a smettere. Altro che le ciliege.

Venerdì in corsia abbiamo incontrato Nicola, 6 anni. Un bimbo purtroppo "famoso", perché è stato protagonista di un brutto incidente ed è finito, oltre che in ospedale, anche sulle pagine dei giornali. Vederlo circondato da papà, mamma, fratello, nonni, zie, è una garanzia per il proprio cuore. Nicola, è vero, da grande si ricorderà del brutto incidente, ma si ricorderà anche che tante persone gli volevano (e gli vogliono) bene. Questo è l'importante. Capire, mentre si è distesi su un lettino, che vicino a noi c'è qualcuno. Possono essere in due, anche una, oppure dieci o venti. L'importante è che quel letto serva da sedia, da appoggio, da gioco, anche per qualcun altro. E trovarsi, vi devo dire la verità, in una stanza d'ospedale piena di persone, a me, come dottor clown, dà una serenità immensa. E quell'ospedale assomiglia sempre più a una festa.

Non può sempre essere così, lo so. Ma lo spero.

Vi lascio con l'indovinello del dottor Paolino. Qualcuno sarà in grado di risolverlo?

"In una stanza ci sono 3 persone, che si chiamano Unoperuno, Dueperdue, Trepertre. Durante la notte, Dueperdue viene ammazzato. Chi è stato?".

postato da cirillo alle 09:35 | link | commenti (3)