Esperienze ed emozioni di un clown in corsia
Se volete scrivere ai clown belluno@dottorclownitalia.org

venerdì, febbraio 27, 2004

Ho visto un piccolo ...

Ho visto un piccolo bambino indiano impazzire, letteralmente impazzire, per una serie quasi infinita di bolle. Saltare, ridere, spettinarsi, urlare. Per un pò di bolle di sapone. Ma ... mi domando ... i genitori dei bambini comprano mai le bolle di sapone? Io credo che dovrò farne scorta. Puff ...

postato da cirillo alle 17:50 | link | commenti (5)
giovedì, febbraio 26, 2004

Acqua e sapone. Ti ...

Acqua e sapone.

Ti senti acqua e sapone, come bolla, che può rimanere in aria fin che vuole, ma quando tocca terra, esplode, si sgonfia, diventa macchia. E puoi aver volato quanto vuoi, ma adesso ... adesso sei steso a terra, acqua e sapone, e non incanti più nessuno.

Davide, 28 anni, in reparto riabilitazione da 4 mesi, paralizzato alle gambe, probabilmente per un incidente. Ivano, giovane anch'egli, "lavoravo" mi dice, forse le gambe tornerà ad usarle, forse. Attilio, nel buio, cerca di dormire e dalla sua voce senti che ha una gran voglia di piangere. Roberto, tra i 20 e i 30 anni: muove solo il volto, e muove la carrozzina soltanto con la bocca.

Televisioni accese ieri, tutti a guardare la Juve col Deportivo, che ha perso pure 1 a 0. Qualcuno ha la morosa a fianco a tenergli compagnia, qualcuno già dorme, che non sono neanche le nove. Lungo il corridoio del reparto, numerose carrozzelle, messe in fila indiana, ad aspettare cosa? L'alba?

Acqua e sapone. Ti vengono in mente solo banalità. Ti guardi le gambe, conti i tuoi passi. Ma dove vuoi andare Dottor Cirillo? Dove vuoi andare? Dove ti vuoi nascondere? Così è ... non c'è niente da aggiungere. E smettila di lamentarti, smettila di pensare di soffrire ogni volta abbastanza. Le solite cose. I soliti pensieri. Si chiude la porta, e tu con le tue gambe sei già lontano.

Acqua e sapone. Ti senti acqua e sapone, e vorresti che qualcuno scivolasse su di te. Vi auguro ogni speranza, ragazzi, e vi ammiro. Non sentitevi mai acqua e sapone, mai.

postato da cirillo alle 12:20 | link | commenti (2)
martedì, febbraio 24, 2004

Cane, spada, fiore, ...

Cane, spada, fiore, cappello, cigno ... per adesso è tutto ciò che so fare con i palloncini, abbastanza velocemente, e soprattutto senza farli scoppiare. Mi sono accorto che micromagie, bolle e palloncini sono gli attrezzi preferiti dai clown, per giocare con i bambini. C'è chi è fortunato e riesce anche a fare alcuni numeri di giocoleria, per esempio con le treppalle ... ma vi dirò la verità, io non ho le palle nè l'abilità per fare il giocoliere ... Mi piacerebbe invece improvvisare con i bambini, creare dei piccoli spettacoi, anche con le marionette, raccontare loro una storia ... Vorrei renderli realmente partecipi del gioco, di un'attività, di un pò della mia fantasia ... Certo, i bambini rimangono estasiati dai palloncini colorati e soprattutto dai piccoli trucchi magici che alcuni clown si portano in un'enorme valigione. Ho deciso di attrezzarmi con un piccolo block notes e una serie di pastelli colorati: perché un palloncino, e non un bel disegno colorato da portarsi in cameretta finita la convalescenza? Ci penserò ... intanto mi alleno con i palloncini, e con la fantasia, che quella, altro che Rocky 4! ... deve correre lungo pendii ben più ripidi e faticosi! Un inchino, come sempre.
postato da cirillo alle 09:40 | link | commenti (2)
giovedì, febbraio 19, 2004

Monica mi ha sorriso...

Monica mi ha sorriso, ieri sera. Uno dei più bei sorrisi di bimba, che abbia mai visto. Attaccata a una flebo, molto più alta di lei, soltanto 5 anni, ma già grande per affrontare l'ospedale. Oggi è andata a casa, Monica, insieme a un palloncino a forma di cigno che le ha fatto Clara e con il ricordo di aver accarezzato il mio cane invisibile, Tobia.

Andrea tiene al Milan. Se ne andava in giro per la corsia in pigiama, piuttosto sorridente e sicuro di sè. Mai avrei immaginato che con una spada in mano diventasse una furia, tanto che ho dovuto prenderlo sulle spalle e fargli fare un giro turistico di pediatria. Andrea è un bambino forte: ho ancora alcuni lividi dei suoi colpi di karate sulla schiena.

Lorenzo ha già capito come si fa a stare al mondo. Con la sorellina, un pò più grande, per mano, ha chiesto una spada e poi s'è fatto fare una foto con tutti noi clown. Poi dicono che in ospedale si lasciano solo brutti ricordi! Mi ha fatto "ciao" dalla sua stanza, mentre assorto, si è rimesso a guardare Shrek, felice comunque di essere stato disturbato alcuni minuti prima.

Giada è già signorina. Undici anni, certo, ma pronta alla battuta. Si è rifiutata di prendere per morosi me e Tommaso. Ah, ma io non sono mica geloso. I clown fanno più ridere se li si sa prendere per i fondelli, vero Giada?

Mattia se ne stava buono buono in sala giochi, all'arrivo di Sandro, Andrea e Tommaso. Unico spettatore interessato alle acrobazie con le treppalle di Tommaso, poi partecipe di scherzi e giochi con spade e bolle di sapone. Chissà se Mattia farebbe cambio con un clown al posto della sua playstation ...

... ultimi bei ricordi di ieri ... Ludovico che apre e chiude la manina per salutarci e sua madre col pancione accanto ... i nonni di una bimba che ci invitano ad entrare nella stanza ... la bimba che si mette a piangere ... Clara e Tommaso che la fanno sorridere ... lo sguardo dei bimbi quando ci vedono uscire dalla corsia come se volassimo via e non si riesce a capire dove abbiam le ali ... le luci del reparto di pediatria che si chiudono alla nostra uscita ...

a mercoledì

postato da cirillo alle 11:06 | link | commenti (4)
martedì, febbraio 17, 2004

La mia più grande pa...

La mia più grande paura? Che un bambino mi chieda di fare un palloncino a forma di Pokemon, o di drago, o ancora peggio, a forma di Harry Potter o di carro armato! possibile che anche la fantasia stia rischiando di scoppiare ... ?

... il mio abito da clown? ... una vecchia salopette in jeans chiari, appartenuta alla mia attuale morosa, decorata da diverse toppe colorate, in varie forme, ritagliate dalla sorella e appiccicate con ago e filo dalla madre ... ovviamente l'orlo delle gambe ben tirato su a mostrare calzettoni a righe verdi, arancioni, gialle e grigie ... scarpe da ginnastica consumate in campeggi vari con tanto di lacci rossi piuttosto lunghi ... cappello da giullare ritrovato in un negozio di giocattoli, tra gli scaffali polverosi del magazzino ... papillon rosso a pois bianchi ... naso rosso di spugna ... felpona rossa di pile che si sta ben comodi ... caviglie fine e un bel culetto ... forse dovrei tagliarmi il pizzetto?

... mi manca ancora una bella borsa a tracolla, stile hippy ... ma c'è tempo, amici miei, c'è tempo ...

postato da cirillo alle 15:19 | link | commenti (4)
domenica, febbraio 15, 2004

Cosa non deve fare u...

Cosa non deve fare un dottor clown in corsia.

Ci sono delle regole precise da rispettare, che si dovrebbe conoscere alla perfezione ... Avendo appena cominciato, e soprattutto, non avendo sottomano l'elenco preciso dei miei doveri nei confronti di chi incontro nelle stanze e nelle corsie d'ospedali, proverò a mettere per iscritto ciò che mi ricordo e ciò che ovviamente cercherò di rispettare nelle miwe prossime visite.

Prima di tutto, vietato portare confusione. Siamo clown, è vero, ma siamo in ospedale, quindi niente grida, scoppi inopportuni di palloncini, suoni molesti, sirene, trombette e quant'altro possa fare rumore ... rumore ho detto, non allegria. Si entra in reparto, e si esce dal reparto in fila indiana, sempre per la questione "don't disturb": in fila indiana si è più ordinati, e soprattuto si evita d'intasare le corsie che come si sa, sono strette e servono soprattutto a medici e infermieri. Prima di entrare in una stanza, si chiede permesso sulla soglia: può accadere che i genitori o lo stesso paziente non vi vogliano tra i piedi; se questo dovesse succedere, si saluta, ci si volta e si sceglie un'altra stanza. Se il bambino vi pretende, e i genitori non vogliono, si ascoltano i genitori, anche se al bambino viene una crisi isterica di pianto. Una volta entrati non toccare nulla: letto, comodino, armadietto, soprattutto il paziente, se non per una carezza; potreste infatti aver portato con voi germi e virus dall'esterno, che certo bene non fanno a un bambino in un letto di ospedale. Mai, assolutamente mai, chiedere al bambino: "Come va?". Evitare accuratamente di prestare al bambino palloncini o giochi magici, sempre per la questione dei germi. Non sporcare: se scoppia un palloncino per esempio, raccoglierlo e infilarselo nelle proprie tasche. Non disturbare il lavoro dei medici, e neppure quello degli altri clown. evitare di assieparsi in 20 attorno ad unico bambino. Chiedere sempre alle infermiere e alla capo sala, prima di iniziare il giro, quali sono le stanze in cui è severamente vietato entare: ci possono essere infatti tra i pazienti bambini con malattie infettive o allergici a particolari materiali.

Credo di aver ricordato più o meno tutto ... ah, se un bambino si mette a piangere, non perdetevi d'animo: salutatelo, fategli un inchino, e lasciate il posto ad un altro clown, magari meno spaventevole e più rassicurante per il piccolo paziente. Perché si sa, i clown non fanno sempre ridere ...

postato da cirillo alle 10:37 | link | commenti (3)
giovedì, febbraio 12, 2004

Inchino ... Mi prese...

Inchino ... Mi presento, sono un dottor clown, o almeno, sto cercando di diventarlo. Dottor Cirillo per la precisione, volontario tra qualche settimana all'Ospedale San Martino di Belluno, reparto pediatria. Ecco, so già che qualcuno di voi sta pensando a Patch Adams, e al film a lui dedicato interpretato da Robin Williams, il primo tra i medici ad aver capito la "terapia del sorriso". Ebbene, colmo di questo spirito e soprattutto di un pizzico di curiosità, nel mese di ottobre ho partecipato ad un breve corso per principianti e volontari dottor clown, organizzato dall'associazione Ancis Aureliano - Dottor Clown in Italia, gruppo di Vicenza. Insieme a me, diversi ragazzi e ragazze di Belluno, e devo dire la verità ... quasi tutti hanno deciso, dopo l'esperienza del corso, di continuare e di prestare tirocinio per diventare "a tutti gli effetti" medici clown! E proprio ieri ho iniziato la mia avventura di tirocinante nel reparto di pediatria di Vicenza!

Un'emozione forte, certo. Con me, nel pulmino partito da Santa Giustina - Belluno alle ore 17.40, l'autista Sandrin, il "vice primario Martina" (grande capo nonché fornitrice di paste, panini e bibite assortite per il viaggio), Clara, Lidia, Lidia, Stefano e Paolo. Arrivati all'Ospedale di Vicenza intorno alle 19.15 il grande 'Baristo, colui che per primo ha intuito a Vicenza la potenzialità della terapia del sorriso in corsia, ci ha fatti entrare dal Pronto Soccorso, permettendoci così di non arrivare nello spogliatoio così tanto in ritardo come avevamo prospettato. Già, sono due - tre anni ormai che i medici clown sono presenti a Vicenza, ben voluti e soprattutto numerosi ... una trentina di ragazzi che ogni mercoledì e giovedì sera passano due ore in compagnia dei bambini, dei malati nel reparto di chirurgia, di chi sta facendo la fila al pronto soccorso. Sono talmente ben voluti che hanno una stanza tutta loro, che funge da spogliatoio e ritrovo.

Eravamo in tanti ieri, quasi tutti nuovi. Infatti, a fare tirocinio, non ci siamo soltanto noi di Belluno, ma ragazzi dei paesi vicino a Vicenza, come Thiene e Cittadella. Un pò preoccupato, anche se fino a poco prima della partenza dicevo di non esserlo, mi sono infilato in un angolino dello spogliatoio, ho estratto dallo zaino come per magia il mio vestito da clown (messo insieme in pochi giorni, grazie anche alle abili mani di madre e sorella, e soprattutto al prestito ottenuto dalla mia morosa di una vecchia salopette in jeans ...), mi ci sono infilato quasi si trattasse di un altro angolino, e ... sono partito!

'Baristo mi ha assegnato prima a chirurgia, insieme ad altri due ragazzi, ma ci siamo fermati subito in pediatria a tenere compagnia ad un bimbo su una carrozzina. Voleva un dinosauro fatto con i palloncini, ma non sapendoglielo fare, i due ragazzi che erano con me, già più esperti, si sono messi ad imitarlo, mettendosi a mò di tirannosaura e facendogli vedere la lingua e i denti. Il bambino un pò titubante all'inizio, dopo 10 secondi non poteva che mettersi a ridere ... come d'altronde ho fatto io. Come ho scritto prima, eravamo in molti ieri sera, così dopo pochi minuti dalla mia entrata in corsia, ho varcato la soglia della sala giochi, dove c'erano due bambini, Luigi e Salif che giocavano soli, e altre due bambine piccole, straniere, accompagnate dal padre. Mentre Clara, con le bolle faceva divertire Luigi, io mi sono inginocchiato ad altezza bimbe e ho salutato le due piccole filippine (dal viso sembravano comunque asiatiche). La più grande mi ha fatto ciao con la manina, la più piccola (meno di tre anni sicuramente) ha cominciato a sgorgare lacrimoni e ho preferito allontnarmi per un pò, pensando che in effetti, tutti quei clown in giro, un pò di confusione potevano crearla nei bambini presenti. A dire la verità, tutto, sebbene si giochi e si scherzi, viene fatto con la massima riservatezza e tranquillità, senza disturbare, e questo lo vedi dai volti dei genitori che esprimono la massima serenità nel vederti arrivare.

Dopo il tragico approccio con le piccole filippine, anch'io mi sono dedicato prima a Luigi, grande spadaccino moschettiere, a cui ho cercato d'insegnare le tecniche samurai per colpire le bolle di sapone con una spada - palloncino, e poi a Salif, che d'italiano sapeva molto poco, ma come ometto di casa lo potrei consigliare a qualsiasi fanciulla: ci siamo infatti messi a riordinare la dispensa di una cucina giocattolo e finché non era tutto a posto, Salif non si è mosso di lì. All'arrivo del papà, Salif mi ha salutato con un sorriso, ha preso la sua spada, e si è allontanato mano nella mano con il genitore.

Clara e Lidia erano riuscite a incantare le due filippine: la più picciola faceva sempre i capricci, ma sembrava più tranquilla. Con i clown che mi accompagnavano, sono finito nella stanza di Andrea, un altro bambino, non più di 7 - 8 anni, sul lettino, con la flebo. Non chiediamo mai ai bambini cos'hanno, e quindi non saprei dirvi perché Andrea si trovava ricoverato. In compagnia dei genitori di Andrea e della sorella, i due clown più esperti si sono esibiti in una serie di divertenti micromagie. In questo caso io sono stato più a osservare e a commentare: primo, perché mi sembrava di disturbare "il lavoro" dei due; secondo perché dovrò pur imparare, no? Quindi osservo ...

Due ore sono volate. Alla fine ho tenuto compagnia soltanto a due bambini, mi sono buttato a terra più volte fintamente colpito da una spada, ho fatto sorrisi e bolle di sapone ... dite che una diagnosi posso pur darla? Come prima esperienza mi ha lasciato sereno, e comunque conscio, che dalla prossima volta potrò sicuramente fare meglio ... un pò di timidezza, infatti, mi rimane sempre infilata sotto il naso rosso, e soprattutto, c'è chi ti deve insegnare, quindi non mi sono sentito di prendere iniziative a volte. Devo imparare a fare un pò di giochetti, questo sì, perché ho notato che ai bambini piacciono tantissimo (e anche ai genitori!).

Questa è la prima avventura. Se vorrete seguirmi in corsia, cominciate a leggere questo blog. La buona notizia del giorno? A Belluno si comincia dalla seconda settimana di marzo ... e i medici ci fanno la presentazione ufficiale!!!!

Prima di lasciarvi, due grazie devo gridare questa mattina dalla mia finestra: uno ad Anna, che mi ha reso partecipe di tale avventura, e dalla quale, sicuramente tanto avrò da impare; l'altro a Stefania, che mi ha regalato, oltre che il suo amore, anche questo splendido blog. Un abbraccio e un bacio.

postato da cirillo alle 09:17 | link | commenti (2)